|
Lidian Forest è un solo project la cui
origine data 2001, opera dello statunitense Narr Grimmjardr, il quale l'anno
che seguì decise che era già giunto il tempo di plasmare il proprio
materiale in una registrazione, che divenne questo lungo Ep "Det Hyler Av De Nordlige Ulves".
A posteriori viene facile affermare come in realtà questi tempi non
fossero ancora affatto maturi per la raccolta... l'amatorialità e la limitatezza
tecnica di questo lavoro sono quasi snervanti, nonostante qualche emozione
riesca comunque a trasudare. Il sound non è generato da chitarre
bensì dalle onnipresenti tastiere e da una drum machine programmata in
modo imbarazzante per quanto elementare: curioso è lo screaming di Narr, di
una tale causticità da non riuscire ad emettere sillaba per settimane
dopo l'incisione, suppongo. Lyrics che parlano di Cristo all'interno di
una buia e ghiacciata notte di epoche medievali, l'ambientazione è
suggestiva, molto meno la sua trasposizione musicale.
The howling of the northern wolves beneath the
pleasant moonlight: riff sinistri rigorosamente tastierosi, vani
tentativi di assalti ritmici, stagnazioni ambient dal sapore spettrale,
fruscii causati dalla "produzione".
Il suono di Snow flickering the moonlight as they fall from the sky è
differente, più pulito ma distante: le percussioni raggiungono l'apogeo
della banalità ma a risollevare questo nihil compositivo sono note
decadenti tra uno screaming acido e un arrangiamento più complesso.
The fury
of the northern barbarians è doom depresso e smorto nei suoi tempi dilatati, ma
poi cresce in velocità e pathos per poi ripiombare nell'angoscia dei
down tempos straziati. Behold the pleasant moon rises from the north
above the snow covered mountains è di sicuro la composizione più ispirata
e riuscita dove imperano screaming fenditimpani, una bella scala
pianistica e nel complesso un sound altamente drammatico implementato da
una varietà percussionistica che finalmente ricorre anche a tom e
piatti oltre al solito martellamento alla cassa (bastava così poco...) A completare il
lavoro è The frozen nordic winds of the night whistling within the
forests of the north, scream sporco che si prodiga in lunghi e
paurosi gemiti, keys ad effetto violinistico, è una traccia enfatica
tanto sinfonica quanto cacofonica, dal finale thriller e plumbeo.
Cinico sarebbe infierire dicendo oltre, si tratta
di una release pessima, bocciatura piena senza troppi "se" e "ma"; staremo quindi a
vedere con ancor più curiosità cosa è riuscito a combinare in meglio il
nostro nel successivo, piuttosto conosciuto e ad ora unico full-length
di questo monicker, "The Glory Of Winters Chill", uscito addirittura per
una piccola label (ora defunta peraltro).
Vaake
|