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Il primo demo dei Lidian Forest che avevo
recensito era francamente orrendo: passano due anni da quella release ed
ecco che per Narr Grimmjardr, ma anche per noi astanti, cambia tutto.
Ogni cosa diviene professionale, il songwriting maturo, l'esecuzione
pulita, lo screaming gemente e caustico; se la cava anche la produzione,
e l'opera esce per una label, la sepolta Cold Forest Productions, il cui
nome estremamente bene si armonizza col nuovo sound della band,
glaciale, addolorato, che si dimena a fatica tra innevate foreste e
fitti banchi di nebbia.
E' un black melodico/dark metal introspettivo
quello di "The Glory Of Winters Chill", scevro da chitarre, ove
sulla cattedra siede ed elargisce sapere musicale ed emozioni il
pianoforte. Il prologo, Falling into a trance before the onslaugh,
č un episodio strumentale di quasi sette minuti in cui č proprio il
piano, trade mark assoluto del Cd, a generare un climax ghiacciato tra
sinfonie tastierose ed una drum machine rapida ma dal ruolo umile
all'interno di questa scenografia teatrale. Passaggi prima angosciati
poi turbati anticipano una fredda sinteticitą mistica che sia alterna a
mai turbinosi up-tempo. Splende per un attimo il sole del crepuscolo
all'ingresso di The fog rises from the ground at dusk,
dove l'acido, lontano screaming segue la linea melodica solcata dal
lavoro di piano/tastiera; il pathos cresce e le note si fanno
drammatiche, tanto quanto l'interpretazione vocale straziata. Un tappeto
sinfonico buio prelude ad un'invasiva eruzione drammatica. Profusioni di
dolore e soave melodia slechtvalkiana per l'ipnotica The glory has
come, mentre č la sofferenza a dominare il proscenio in
Winter has arrived, song dal titolo evocativo, a tratti
irrequieta in altri depressa e dispersa tra sterminate distese
sinfoniche, tanto da divenire commovente. The howling of the
nordic wolves č una citazione evidente, direi una cover, di
Eternal Emperor dei Crimson Moonlight, ma con l'andare
si personalizza con un cantato appassionato, un piano minimale, mood di
tensione ed incertezza asfittica: clamoroso č il finale in cui lo
screaming a cappella genera istanti di corrosivitą inaudita, che dire
horrorifica non rende ancora l'idea del sussulto che infligge. Grande song, sia per
le melodie coinvolgenti che per la presenza di rade sinfonie fredde e
notturne, ma anche di un piano trascendente, č la title track The
glory of winters chill. L'epilogo di questo sorprendente,
soprattutto in quanto inatteso, album viene affidato a In the
frosty forests of the north, dalle atmosfere gotiche, astratte,
quasi surreali.
"Early in the morning / I will seek You / In a dry
and thirsty land / my soul thirsts for You / because Your loving
kindness / is better then life / I will praise You and / lift my hand to
You / You come and save me and / will take me to heaven very soon / My
soul is satisfied with You / My heart overflows with Your joy / Oh Lord
You are so glorious / You are a winters chill / on a hot summer day /
You are my refuge / You are glorious". Testi poetici e ardenti di
passione pur se innestati tra lande innevate, "The Glory Of Winters Chill"
č un lavoro tecnicamente semplice seppur pulito, ma che detiene il raro
carisma di poter arrivare a toccare l'animo e modellarlo a piacimento.
Se ricercate quaranta minuti di incantata, intimista drammaticitą questo
disco inseritelo pure tra le prime righe della vostra want list.
Vaake
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