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LIDIAN FOREST
Det Hyler Av De Nordlige Ulves
 
 

 

LIDIAN FOREST
The Glory Of Winters Chill
unblack
2004 - Cold Forest Productions
(USA)
www.freewebs.com/lidianforest

 

Il primo demo dei Lidian Forest che avevo recensito era francamente orrendo: passano due anni da quella release ed ecco che per Narr Grimmjardr, ma anche per noi astanti, cambia tutto. Ogni cosa diviene professionale, il songwriting maturo, l'esecuzione pulita, lo screaming gemente e caustico; se la cava anche la produzione, e l'opera esce per una label, la sepolta Cold Forest Productions, il cui nome estremamente bene si armonizza col nuovo sound della band, glaciale, addolorato, che si dimena a fatica tra innevate foreste e fitti banchi di nebbia.

E' un black melodico/dark metal introspettivo quello di "The Glory Of Winters Chill", scevro da chitarre, ove sulla cattedra siede ed elargisce sapere musicale ed emozioni il pianoforte. Il prologo, Falling into a trance before the onslaugh, č un episodio strumentale di quasi sette minuti in cui č proprio il piano, trade mark assoluto del Cd, a generare un climax ghiacciato tra sinfonie tastierose ed una drum machine rapida ma dal ruolo umile all'interno di questa scenografia teatrale. Passaggi prima angosciati poi turbati anticipano una fredda sinteticitą mistica che sia alterna a mai turbinosi up-tempo. Splende per un attimo il sole del crepuscolo all'ingresso di The fog rises from the ground at dusk, dove l'acido, lontano screaming segue la linea melodica solcata dal lavoro di piano/tastiera; il pathos cresce e le note si fanno drammatiche, tanto quanto l'interpretazione vocale straziata. Un tappeto sinfonico buio prelude ad un'invasiva eruzione drammatica. Profusioni di dolore e soave melodia slechtvalkiana per l'ipnotica The glory has come, mentre č la sofferenza a dominare il proscenio in Winter has arrived, song dal titolo evocativo, a tratti irrequieta in altri depressa e dispersa tra sterminate distese sinfoniche, tanto da divenire commovente. The howling of the nordic wolves č una citazione evidente, direi una cover, di Eternal Emperor dei Crimson Moonlight, ma con l'andare si personalizza con un cantato appassionato, un piano minimale, mood di tensione ed incertezza asfittica: clamoroso č il finale in cui lo screaming a cappella genera istanti di corrosivitą inaudita, che dire horrorifica non rende ancora l'idea del sussulto che infligge. Grande song, sia per le melodie coinvolgenti che per la presenza di rade sinfonie fredde e notturne, ma anche di un piano trascendente, č la title track The glory of winters chill. L'epilogo di questo sorprendente, soprattutto in quanto inatteso, album viene affidato a In the frosty forests of the north, dalle atmosfere gotiche, astratte, quasi surreali.  

"Early in the morning / I will seek You / In a dry and thirsty land / my soul thirsts for You / because Your loving kindness / is better then life / I will praise You and / lift my hand to You / You come and save me and / will take me to heaven very soon / My soul is satisfied with You / My heart overflows with Your joy / Oh Lord You are so glorious / You are a winters chill / on a hot summer day / You are my refuge / You are glorious". Testi poetici e ardenti di passione pur se innestati tra lande innevate, "The Glory Of Winters Chill" č un lavoro tecnicamente semplice seppur pulito, ma che detiene il raro carisma di poter arrivare a toccare l'animo e modellarlo a piacimento. Se ricercate quaranta minuti di incantata, intimista drammaticitą questo disco inseritelo pure tra le prime righe della vostra want list.

Vaake

VOTO

75

 

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