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Band cristiana di metalcore e dintorni ai massimi
livelli del genere? Allora l'approdo alla Solid State Records prima o
poi è inevitabile; il sodalizio dal Connecticut non fa eccezione,
attraccando proprio col suo lavoro migliore, "Walking Giants",
perfezionato erede di due precedenti full-length. Il disco è
post-hardcore, ovvero - qui - una miscela
di extreme progressivo, post-metal e emotional metalcore, agglomerata
(sapientemente) da idee compositive non certo rivoluzionarie ma che
possono contare oltre che su un'ottima produzione anche su un'esecuzione
sorprendente ed una ragguardevole tecnica strumentistica.
Si nota tutto
ciò fin dall'open track Reach the end, dove subito la lead
guitar va in armonica tessitura e dove il post-metal ha il tipico urlato viscerale: la
struttura è complessa, le armonie seducono e anche il coretto
emo-oriented in backing convince. Worth while aumenta l'aggressività progressiva,
la tensione del mood e il senso d'angoscia, per poi chiudere distesa tra
quieti minimalismi. Il post-metal più intenso emerge nella terza We
don't
believe, ma pure nella grandiosa seguente Making waves,
travolgente ma anche ricca di interludi eterei e onirici. Altra gran
traccia è The shame, ancora post-metal, ancora extreme
progressivo, l'urlato del singer è intestinale e corrosivo, tuttavia
l'apice della progressività estrema l'abbiamo nella chirurgica, e dal
riffing stavolta corposo-metalcoriano, Salty grave. Un
piccolo momento di flessione del platter è segnato dai due episodi
entranti, la clean minimale Help! The arm of the mighty e
la emo oriented Threads of sincerity, tuttavia il range
qualitativo viene riportato ai livelli della prima parte con la
strumentale The beauty of grace, con l'atmosferica e dark
ambient Judas, e infine con l'incandescente ma a contempo
melanconica Beneath it all.
"Life can throw a lot at you. Times get hard.
Circumstances spiral out of control. King David knew a lot about
struggle. And his story, detailed in the Bible, gives us an important
lesson: to persevere, to triumph, to cry out to God to live 'Life In
Your Way'. David had written about how hard life was for him, but
through all his struggles, mistakes, aches and pains, he decided to live
the way God would have him live". Una nuova white band dunque per un
panorama musicale che i gruppi cristiani iniziano a dominare; se in
origine era l'hard'n'heavy, ora è il metalcore: quando cioè le christian
band si impongono come il meglio in assoluto. Il mattone apportato dai
Life In Your Way non fa altro che andare ad irrobustire
ulteriormente questa nuova roccaforte.
Vaake
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