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LIGHT SHALL PREVAIL
Retrospective
 
FLASKAVSAE  -  LIGHT SHALL PREVAIL
Split
 
 

 

LIGHT SHALL PREVAIL
Defeat The Reign Of The Horned One Through The Light Of Christ
unblack
2006 - Gud Er Sannhet Records
(USA)
www.myspace.com/darkdark

 

Impegnato in moltissimi fronti è il nostro one man band W.S, che dall’Illinois ben pensa a come sviluppare molteplici progetti di puro unblack metal estremo dando vita a Agathothodion, Wrathful Plague, Glaciial, With Fire, ben noti nell'ambiente per la loro qualità di sound e per le liriche. In verità Light Shall Prevail è solo l’ultimo nome del progetto unblack portato avanti da W.S: nel 2001 si chiamava Darkdark, composto da tre membri; diventato solo project nel 2005, cambia definitivamente nel 2006, proponendo il nome odierno. Il sound è sospeso tra il raw unblack e il dark ambient: ruvidi suoni ancestrali, atmosfere oniriche, cataclismatici presagi di distruzione totale, fanno da sfondo a ritmi mozzafiato, con introspettivi momenti di calma, la classica "calma" prima delle tempesta, perché, come preannunciato dal titolo dell’album, non ci sarà pace finché "il demone cornuto" non sarà annientato dalla luce del Salvatore Gesù Cristo.

Addentriamoci dunque in questa crociata contro il maligno. Lenta e terribile, come una marcia funebre è The lament of the prophet, un gigantesco monito ci viene posto davanti agli occhi, il lamento perpetuo del falso profeta: un sinistro accompagnamento di chitarre che più crudo non può esistere, pone in risalto la morte, gli struggimenti dei servitori del male, attraverso vibrazioni grottesche e pesantissime rullate di batteria. Una vampata di magma incandescente cola dal nostro stereo, siamo ancora frastornati dall’inizio di Wicked deeds of the rich, un’implacabile furia martellante, nerissime chitarre dalle distorsioni avvelenate avvolte da uno scream delirante non rinunciano a sprigionare tutta la loro sete di distruzione. Qualche attimo di respiro e via subito con questa "galoppata", The remnant regathered, fiera sbriciolatrice di forze maligne, non rinuncia alle rullate compressori, ai violentissimi riff calpestatimpani e alle spasmodiche esibizioni da scream malato, il tutto rafforzato dalle numerose distorsioni metalliche. Inquietante dalle tinte apocalittiche è The coming of law and peace, un amaro distillato della più definitiva distruzione, ancora una volta la batteria rulla violentemente raggiungendo picchi pazzeschi mentre riff affilatissimi schizzano ovunque apportando una dose massiccia di tempesta metallica. Se crediamo che il furore si sia placato con The Lord reigns In Zion, ci sbagliamo di grosso, l’intro infatti ci inganna, perché partiamo dopo poco all’attacco con immutate dosi d’ancestralità delirante, l’aere viene letteralmente inondato da poderosi martellamenti e pazzesche esibizioni vocali molto più appartenenti a creature d’oltretomba che a uomini vivi.

Uno strano torpore arriva ai nostri orecchi con Idols and weapons destroyed, come se la distruzione si fosse appena conclusa; strimpellamenti, tamburi da guerra… quale enigmatica atmosfera ci viene ora rappresentata?, la verità è tutt’altra cosa, dato che questo intro ci proietta nell’ardente furore di The council of despair, altra delirante song creata per impressionare e sprigionare enormi dosi di ira; che cosa c’è di meglio di un devastante accompagnamento corredato di nerissimi riff ammonitori e una febbricitante batteria, ininterrottamente percossa da mani sovrumane? In queste liriche si sta narrando delle apocalittiche guerre tra Bene e Male e noi, anche se frastornati, non possiamo fare altro che star ad ascoltare. Le influenze dark ambient si fanno sentire con Trust in God's salvation, un’ipnotica calma ci porta presto alla più struggente esibizione vocale del nostro artista, come un’accorata preghiera scorre lenta e profonda nell’animo di chi soffre, un inno alla redenzione dai ritmi rallentati e progressivi si fondono con austere melodie, l’accompagnamento ancora una volta ci porta in abissi profondissimi di straziante dolore spirituale. Guerra totale, scontro decisivo, questi gli scenari di The sure destruction, plasmando all’unisono potenza distruttiva, gli strumenti si fanno artefici di poderosi percussioni ripetute quasi all’infinito, nulla di mistico, nulla di introverso, solo cieca furia che si abbatte pesante nei corpi straziati del nemico; un minuto di respiro non esiste, solo riff e percussioni che alla velocità del suono percorrono la loro corsa interminabile contro il destino. Sembra essere ritornata finalmente la calma con Thy wound is grievous, atto finale di una preannunciata apocalisse, dove tutto ritorna a Dio, e nei suoi graziosi strimpellamenti e freschi gorgoglii di ritrovata serenità, l’ira si spegne definitivamente lasciando finalmente spazio a pace e tranquillità.

Lavoro molto intenso ed impegnativo quello dei Light Shall Prevail, a conferma dell’enorme sforzo di W.S di migliorare e rendere sempre più pregiati i progetti da lui intrapresi. Le tracce sono molto complesse e per gustarle appieno è necessario un ascolto attento e meditato dell’album. Fatto sta che gli amanti del raw unblack apprezzeranno fin dal primo momento le febbricitanti melodie di "Defeat The Reign Of The Horned One Through The Light Of Christ".

Fabio Manna

VOTO

79

 

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