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Tra i nomi di punta della scuderia dell'unblack
label Gud Er Sannhet Records - l'ala cristiana della E.E.E. Recordings,
ora
in pieno fermento produttivo - i Light Shall Prevail nacquero
sotto il monicker di Darkdark, l'anche three men band che dal 2001 al
2006 rilasciò tra demo, Lp, Ep, Live, Split e Best of, ben dieci release.
Tornando poi, col nuovo nome, un solo-project nella persona del
polistrumentista e screamer W.S. (che già conosciamo per la
sua presenza negli unblackster Agathothodion e Glaciial, come pure nei
Wrathful Plague e With Fire), i Light Shall Prevail continuano
nel trend di prolificità da applausi, dato che in due anni scarsi di vita han
dato luce al full-length "Defeat The Reign Of The Horned One Through The
Light Of Christ", a uno Split ed un Ep, oltre che due Best Of, uno dei
quali, proprio il nostro "Retrospective", contenente molto materiale
raro: peccato però trattasi niente più che di scarti dei lavori passati, e che
siano tali affiora evidente fin dal primo ascolto.
La rifratta Transient I come intro e
subito la best track della raccolta: The dark dark fortress
è raw black con scream filtrato e disperso, l'effetto depressive del
brano emerge nonostante i blastbeats e qualche tastierosità
parasinfonica; il finale è un assalto convulso con un mood che sfodera
discreti picchi emozionali. Buon brano questo, ma tutto ciò che verrà in
confronto sarà purtroppo di livelli subterranei. Più sinfonica, ma dal
sonoro ovattato, è There is something in the trees;
One thousand winters appare invece un esercizio di doppia cassa
infarcito di riff banali e adornato con produzione raccapricciante: va
un po' meglio la noise dall'interludio vikink-oriented Stuck in
the black ice, ma è di nuovo amatorialità allo sbaraglio con la
sperimentale Lay flowers on my grave, in cui si salva solo
il lavoro ascendente-discendente del synth. La media qualitativa del
platter si rialza un poco con una riproposizione di The dark dark
fortress, in versione differente, a cui succedono i nove minuti
dell'inestricabile noise di Ashes fell beneath, condito da
growl catacombale. Ex abrupto giunge qualche melodia pulita, è A
kingdom divided, traccia ambient basso-sintetica, ma affatto
dark. Di qui in poi abbiamo tre pezzi remixati, la noise/dark ambient
Passages, la techno (da brividi, ma di
raccapriccio) Echoes, la kekaliana sperimentale Evil
black darkness in the shadows. A chiudere Transient II
un'outro di puro dark ambient.
Non c'è molto da dire in conclusione: quando di una
discografia così ampia si decide di mettere insieme sperimentazioni mal
riuscite e composizioni al tempo scartate, be', posso consigliarvi
soltanto di non giudicare un gruppo assai interessante come i Light Shall Prevail
da questa inutile compilation.
Vaake
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