Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
LIGHT SHALL PREVAIL
Defeat The Reign Of The Horned One Through The Light Of Christ
 
FLASKAVSAE  -  LIGHT SHALL PREVAIL
Split
 
 

 

LIGHT SHALL PREVAIL
Retrospective
unblack
2007 - Gud Er Sannhet Records
(USA)
www.myspace.com/darkdark

 

Tra i nomi di punta della scuderia dell'unblack label Gud Er Sannhet Records - l'ala cristiana della E.E.E. Recordings, ora in pieno fermento produttivo - i Light Shall Prevail nacquero sotto il monicker di Darkdark, l'anche three men band che dal 2001 al 2006 rilasciò tra demo, Lp, Ep, Live, Split e Best of, ben dieci release. Tornando poi, col nuovo nome, un solo-project nella persona del polistrumentista e screamer W.S. (che già conosciamo per la sua presenza negli unblackster Agathothodion e Glaciial, come pure nei Wrathful Plague e With Fire), i Light Shall Prevail continuano nel trend di prolificità da applausi, dato che in due anni scarsi di vita han dato luce al full-length "Defeat The Reign Of The Horned One Through The Light Of Christ", a uno Split ed un Ep, oltre che due Best Of, uno dei quali, proprio il nostro "Retrospective", contenente molto materiale raro: peccato però trattasi niente più che di scarti dei lavori passati, e che siano tali affiora evidente fin dal primo ascolto.

La rifratta Transient I come intro e subito la best track della raccolta: The dark dark fortress è raw black con scream filtrato e disperso, l'effetto depressive del brano emerge nonostante i blastbeats e qualche tastierosità parasinfonica; il finale è un assalto convulso con un mood che sfodera discreti picchi emozionali. Buon brano questo, ma tutto ciò che verrà in confronto sarà purtroppo di livelli subterranei. Più sinfonica, ma dal sonoro ovattato, è There is something in the trees; One thousand winters appare invece un esercizio di doppia cassa infarcito di riff banali e adornato con produzione raccapricciante: va un po' meglio la noise dall'interludio vikink-oriented Stuck in the black ice, ma è di nuovo amatorialità allo sbaraglio con la sperimentale Lay flowers on my grave, in cui si salva solo il lavoro ascendente-discendente del synth. La media qualitativa del platter si rialza un poco con una riproposizione di The dark dark fortress, in versione differente, a cui succedono i nove minuti dell'inestricabile noise di Ashes fell beneath, condito da growl catacombale. Ex abrupto giunge qualche melodia pulita, è A kingdom divided, traccia ambient basso-sintetica, ma affatto dark. Di qui in poi abbiamo tre pezzi remixati, la noise/dark ambient Passages, la techno (da brividi, ma di raccapriccio) Echoes, la kekaliana sperimentale Evil black darkness in the shadows. A chiudere Transient II un'outro di puro dark ambient.

Non c'è molto da dire in conclusione: quando di una discografia così ampia si decide di mettere insieme sperimentazioni mal riuscite e composizioni al tempo scartate, be', posso consigliarvi soltanto di non giudicare un gruppo assai interessante come i Light Shall Prevail da questa inutile compilation.

Vaake

VOTO

50

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it