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LIVA
De Insulis
gothic
2007 - Les Disques Anubis
(Canada)
www.myspace.com/livamusicband

 

Ottima realizzazione questa dei canadesi Liva. Un gothic metal dalle molteplici influenze, prime fra tutte sicuramente death e power. Dieci tracce che si susseguono in un crescendo di pathos, con una performance strumentistica degna di lode. Se potessi dare un voto separatamente ai diversi componenti del gruppo darei sicuramente almeno un 95 alla splendida voce femminile: intonatissima, musicale, profonda nel registro medio e brillante sugli acuti, tecnicamente perfetta; insomma una persona con un talento e che ha evidentemente studiato per farlo uscire fuori. Faccio inoltre presente che nel bellissimo brano Terra superbit arriva a prendere un "si" naturale con voce piena, cosa che, fidatevi, non è mai stato fatto nella scena gothic metal. Gli acuti di tutte le cantanti che ho sentito arrivano al massimo un tono sotto.

Un altro elemento sicuramente fondamentale per la riuscita dell’album è lo splendido violino, i cui fraseggi, semplici ma sempre perfettamente efficaci, si incastrano alla perfezione con la struttura dei brani dandogli un tocco gotico e rendendoli più completi e pieni di sonorità. Tutti gli altri strumentisti sono sicuramente di tutto rispetto e creano una base piena e ben organizzata per gli elementi citati sopra e per le altre voci, maschile pulita e growl. Con ciò intendo dire che questi, pur avendo una buonissima padronanza dello strumento, in numerosi casi non hanno dimostrato una grande espressività, cedendo in questo campo il passo agli altri componenti, ad esempio gli assoli dimostrano sicuramente capacità tecnica ma non mi sembra aggiungano nulla all’emotività dei brani. Insomma sia le chitarre che la sezione ritmica fanno complessivamente un ottimo lavoro, ma non sono sicuramente ciò che rende la band un progetto di così alto calibro. I primi brani sono sicuramente quelli che colpiscono al primo impatto: in Omnis mundi creatura, che apre il Cd, si viene subito presi dalle veloci note del violino, usato in questo caso alla Dark Lunacy, a cui si aggiungono poi le chitarre e la voce in una lyric urlata-recitata, con un’alternanza di piani e forti che travolge al primo ascolto; dalla seconda traccia, Rosa marcet oriens, è la voce femminile a prendere la scena, qui usata molto ad effetto, stile Nightwish, e contrapponendosi al growl in una strofa dall’incalzante intercedere, che si risolve poi nell’arioso ritornello.

Alla sesta traccia, Regula mundi, le tinte diventano più scure, ed è a questo punto che i Liva iniziano ad emozionare con un pathos tutto loro. Qui a mio avviso inizia ad uscire il vero sound della band, con melodie drammatiche ma sempre con una luce di fondo. Da qui fino alla fine dell’album il gruppo dà il meglio di sé, sotto tutti i punti di vista, creando davvero qualcosa di unico. A tutto questo è da aggiungere il fascino di una release cantata interamente in latino, lingua che accentua decisamente l’atmosfera di mistero. L’ho trovata una scelta mirata soprattutto per le parti più ritmate, dove si ottiene un effetto alla Carmina Burana. Insomma un Cd da non perdere, per tutti gli amanti del gothic, death melodico e power, ma soprattutto per i fans delle vere voci femminili liriche.

Francesca Pezza

VOTO

85

 

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