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Tra l'esordio di mero thrash proposto in "Living
Sacrifice" ed il successivo brutale e tecnico grind di "Inhabit"
(seguito, ahinoi, dalla trilogia metalcore che accompagnerà la band fino
al definitivo tramonto) l'allora quartetto da Little Rock piazzò questo
disco di fulgido death metal: "Nonexistent", release che migliora
in tutto il debut e che nella rimasterizzazione della versione postuma e
riveduta graficamente dalla Solid State Records renderà eccellente una
produzione già di per sé decisamente buona. Il sound dei Living
Sacrifice è un death old school potente, torbido e variegato, dalla
intessitura ritmica superba grazie all'eccellente lavoro
percussionistico di Lance Garvin (che troveremo anche nel progetto
Soul Embraced), delle chitarre di Jason Truby e Bruce Fitzhugh - il
cui stile solistico è però tanto peculiare da risultare a volte persino
non del tutto convincente - nonché del basso di D.J., anche vocalist...ecco!,
le voci: è proprio il rauco (esattamente nel senso di "sfiatato") e
monocorde growl del volenteroso ma a diaframma limitato D.J. a rendere
"Nonexistent" "solo" un buonissimo album: davvero, il death che
viene fuori da questo lavoro è di altissimi livelli, ma la mediocrità
del cantato ridimensiona drasticamente il tutto. Era già successo con
"Living Sacrifice", succederà ancora con "Inhabit", anche se
lì i vari filtraggi limiteranno un poco la falla. Triste trade mark...
Liricamente i Living Sacrifice entusiasmano,
non per caso sono sempre stati considerati, anche dopo il loro passaggio
al metalcore, band di riferimento nella scena metal cristiana estrema:
il loro cristocentrismo è totale (The sacrifice of praise, setting free
/ Being a undispensable necessity / The splender of Christ's holiness /
Abound in, filled with righteousness / Uplifted hands to enthrone / The
chosen and precious conerstone / O Lord, a resting place, arise / O Lord
to be forever glorified / Undying worship, a continued offering / Christ
above all, wisdom exalting / O Lord, a resting place, arise / O Lord to
be forever glorified) e inquadrato nell'ottica tipicamente christian
death del "crush-evil", la lotta interiore contro Satana ed odio del suo
operato in Terra, in vista della sua sconfitta eterna nel "dies irae":
"Seized and overpowered bound is the serpent / After millennium of abyss
released from confinement / Nations deceived, wonder guide, armies
assume / Saints encircled, execute judgement, fire that consumes /
Allied evil powers victory incomplete / Last judgement destiny
experience, Satan's defeat".
L'intro è Emerge, fatto di sonorità
dark industrial miscelate nientemeno che ad un coro gregoriano. Tutta la
varietà, la tecnica e l'ispirazione del death metal dei nostri possiamo
già ammirarle nella subentrante Enthroned e nella
furibonda, ma infarcita di rallentamenti cadenzati, Nonexistent,
chiusa da un inquieto clean riff. Erutta riverberi tellurici Haven
of blasphemy, ma poi sfila quasi di death'n'roll: Lance dietro
le pelli è un incessante clinic. Tutte le variazioni ritmiche pensabili
le troviamo in ...to nothing, introduzione al masterpiece
del disco la strabordante Void expression resa tale da
note dal mood oscuro prima e da riff puliti e sognanti poi, all'interno
di un vorticoso assalto di chitarre ribassate e percussioni
violentemente chirurgiche. Parte di buio doom Atonement,
ma poi senza accorgercene ci ritroviamo tra up-tempo e detonazioni:
l'assolo finale si genera in una partitura rallentata, e quando
all'improvviso questa si fa furibonda quello la segue in modo isterico,
totalmente schizzato. E non è l'unico caso in "Nonexistent".
Possente e grave è Distorted, zeppa di stop and go e
chitarre sincopate Chemical straightjacket. Epilogo
affidato alla pachidermica pesantezza di Without distinction
la quale accenna anche al grind per poi rilassarsi e andare a sfumare su
un gioco di doppia lead guitar. Altro discone dei Living Sacrifice dunque ed
altro grande rammarico per la presenza di quel growl che fa venire il
prurito per quel che poteva essere e non è stato: io direi però di
smetterla una volta per tutte di pensarci e goderci così al meglio
questa dirompente scarica adrenalinica. Certo che però se...
Vaake
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