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LIVING SACRIFICE
Nonexistent
death
1992 - R.E.X. Records / 1999 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/livingsacrifice

 

Tra l'esordio di mero thrash proposto in "Living Sacrifice" ed il successivo brutale e tecnico grind di "Inhabit" (seguito, ahinoi, dalla trilogia metalcore che accompagnerà la band fino al definitivo tramonto) l'allora quartetto da Little Rock piazzò questo disco di fulgido death metal: "Nonexistent", release che migliora in tutto il debut e che nella rimasterizzazione della versione postuma e riveduta graficamente dalla Solid State Records renderà eccellente una produzione già di per sé decisamente buona. Il sound dei Living Sacrifice è un death old school potente, torbido e variegato, dalla intessitura ritmica superba grazie all'eccellente lavoro percussionistico di Lance Garvin (che troveremo anche nel progetto Soul Embraced), delle chitarre di Jason Truby e Bruce Fitzhugh - il cui stile solistico è però tanto peculiare da risultare a volte persino non del tutto convincente - nonché del basso di D.J., anche vocalist...ecco!, le voci: è proprio il rauco (esattamente nel senso di "sfiatato") e monocorde growl del volenteroso ma a diaframma limitato D.J. a rendere "Nonexistent" "solo" un buonissimo album: davvero, il death che viene fuori da questo lavoro è di altissimi livelli, ma la mediocrità del cantato ridimensiona drasticamente il tutto. Era già successo con "Living Sacrifice", succederà ancora con "Inhabit", anche se lì i vari filtraggi limiteranno un poco la falla. Triste trade mark...

Liricamente i Living Sacrifice entusiasmano, non per caso sono sempre stati considerati, anche dopo il loro passaggio al metalcore, band di riferimento nella scena metal cristiana estrema: il loro cristocentrismo è totale (The sacrifice of praise, setting free / Being a undispensable necessity / The splender of Christ's holiness / Abound in, filled with righteousness / Uplifted hands to enthrone / The chosen and precious conerstone / O Lord, a resting place, arise / O Lord to be forever glorified / Undying worship, a continued offering / Christ above all, wisdom exalting / O Lord, a resting place, arise / O Lord to be forever glorified) e inquadrato nell'ottica tipicamente christian death del "crush-evil", la lotta interiore contro Satana ed odio del suo operato in Terra, in vista della sua sconfitta eterna nel "dies irae": "Seized and overpowered bound is the serpent / After millennium of abyss released from confinement / Nations deceived, wonder guide, armies assume / Saints encircled, execute judgement, fire that consumes / Allied evil powers victory incomplete / Last judgement destiny experience, Satan's defeat".

L'intro è Emerge, fatto di sonorità dark industrial miscelate nientemeno che ad un coro gregoriano. Tutta la varietà, la tecnica e l'ispirazione del death metal dei nostri possiamo già ammirarle nella subentrante Enthroned e nella furibonda, ma infarcita di rallentamenti cadenzati, Nonexistent, chiusa da un inquieto clean riff. Erutta riverberi tellurici Haven of blasphemy, ma poi sfila quasi di death'n'roll: Lance dietro le pelli è un incessante clinic. Tutte le variazioni ritmiche pensabili le troviamo in ...to nothing, introduzione al masterpiece del disco la strabordante Void expression resa tale da note dal mood oscuro prima e da riff puliti e sognanti poi, all'interno di un vorticoso assalto di chitarre ribassate e percussioni violentemente chirurgiche. Parte di buio doom Atonement, ma poi senza accorgercene ci ritroviamo tra up-tempo e detonazioni: l'assolo finale si genera in una partitura rallentata, e quando all'improvviso questa si fa furibonda quello la segue in modo isterico, totalmente schizzato. E non è l'unico caso in "Nonexistent". Possente e grave è Distorted, zeppa di stop and go e chitarre sincopate Chemical straightjacket. Epilogo affidato alla pachidermica pesantezza di Without distinction la quale accenna anche al grind per poi rilassarsi e andare a sfumare su un gioco di doppia lead guitar. Altro discone dei Living Sacrifice dunque ed altro grande rammarico per la presenza di quel growl che fa venire il prurito per quel che poteva essere e non è stato: io direi però di smetterla una volta per tutte di pensarci e goderci così al meglio questa dirompente scarica adrenalinica. Certo che però se...

Vaake

VOTO

84

 

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