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LIVING SACRIFICE
Living Sacrifice
 
LIVING SACRIFICE
Nonexistent
 
LIVING SACRIFICE
Inhabit
 
LIVING SACRIFICE
The Hammering Process
 
LIVING SACRIFICE
Conceived In Fire
 
LIVING SACRIFICE
In Memoriam
 
LIVING SACRIFICE
The Infinite Order

LIVING SACRIFICE
Ghost Thief
 
 

 

LIVING SACRIFICE
Reborn
metalcore
1997 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/livingsacrifice

 

Se adori "Living Sacrifice", "Nonexistent" e "Inhabit" allora non proseguire la lettura di questa recensione e non ascoltare mai "Reborn", "The Hammering Process" o "Conceived In Fire". Inserisci "Living Sacrifice" nel tuo stereo, tira su il volume e goditi i magnifici riff thrash. Invece se soffri di ipertensione neuronale e sei un patito di metalcore compra subito questo Cd e solo poi continua la lettura.

"Reborn" uscito nel 1997 rappresenta la rottura con il passato per i Living Sacrifice. La fine dell’era thrash e death metal e l’inizio dell’era metalcore. Un cambiamento radicale che tantissimi rimpiangono, ma non tutti. Infatti l’altissimo livello dimostratosi nei primi tre Cd non mutò, e nemmeno l’intensità del loro sound, ma ciò non basta per alleviare il dolore legato al decesso dei mitici "old" Living Sacrifice. Dopo l’uscita di "Inhabit" il cantante e bassista Darren Johnson, chiamato DJ, lasciò la band. I motivi non sono mai stati resi noti. Ma si può immaginare che all’interno della band tirava un vento di rinnovo e ricerca di territori inesplorati. Tutti i membri presero fuoco per il movimento metalcore che si stava espandendo dall’America verso l’intero pianeta. Forse per quegli anni sarebbe meglio parlare di crossover, ma tralasciamo questo per me insignificante dettaglio. Affidarono il basso al fratellino di Jason (chitarra; oggi P.O.D.), Chris Truby. Il microfono a sua volta passò nelle mani di Bruce Fitzhugh il chitarrista. Alla batteria restò il bravissimo Lance Garvin. L’abbandono, dopo la realizzazione di quest'opera dei due fratelli fu un ulteriore colpo doloroso che lascerà le sue tracce nel lavoro successivo, "The Hammering Process". "Reborn" fu pubblicato dalla giovanissima Solid State Records cresciuta nell’orto della Tooth and Nail Records, sotto cui tetto si trovavano anche gli Strongarm e i potentissimi Zao. Un terzetto che oggi, senz’alcun dubbio, viene identificato come provocatore della sommossa "–core" cristiana che da alcuni anni sta asfissiando il territorio che ha visto lo sterminio dei suoi protettori.

Se dovessi descrivere in tre lettere il Cd direi: F.P.M. Questa descrizione mi sembra la più azzeccata indipendentemente dalla sua inconfondibile virtuosità. A te il scioglimento dell’enigma. Se non hai capito non preoccuparti. Continuiamo… Dodici sono i brani presenti sul Cd ornato da una corona di spine nera su sfondo nero. Il booklet è favoloso: tetro, aggressivo e con un’elevata dose di profonda spiritualità; esattamente come i testi. Proprio ciò di cui abbiamo bisogno. Le parole epigrafate nel booklet accrescono l’interesse: "Non ci consideriamo religiosi ma cerchiamo di vivere le nostre convinzioni. Siamo chiamati a condividere la nostra fede affinché altri possano esperimentare la vera pace e il vero amore. Per noi Living Sacrifice non condividere la vera e reale pace che abbiamo ricevuto da Gesù ci renderebbe egoisti. Ognuno di noi ha conosciuto Dio personalmente e individualmente, non tramite coercizione o manipolazione, ma perché Dio ha parlato in modo reale e potente alle nostre anime. Ci ha fatto capire che ci ama e che vuole conoscerci personalmente. Speriamo che la nostra musica abbia un impatto su di te e preghiamo che lo Spirito Santo di Dio ti si riveli". (tradotto dall’inglese).

48 minuti del più impregnante metalcore! Cuore, anima e mente per un momento liberati dalle schegge inflittesi durante le nostre ridicole acrobazie quotidiane. Le grida di rabbia e i supplizi alimentati dalla nostalgia divina sono le nostre. Specialmente nelle parti strumentali, che permettono di dare un attimo di riposo per riprendere fiato, sembra svolgersi un dialogo occulto alle nostre orecchie. Quanto concerne la musica vi prego di scoprirla voi stessi, ogni tentativo di descrizione apparirebbe deficitario in tutti gli aspetti. Sì, il nucleo è metalcore, ma i limiti sconfinano in altri territori. Meno puro ed ortodosso il sound rispetto ai loro altri Cd. I ritmi e le melodie non permettono alcun trattamento oggettivo se non quello che potrebbe renderci lo studio degli spartiti, ma che credo siano troppo complessi per essere compresi. Questo è un Cd che deve essere scoperto individualmente ed essere divorato da ogni amante del metalcore anni '90! E vi raccomando non trascurate la lettura dei testi. Secondo me questo album è notevolmente più convincente di "The Hammering Process". Godete!

Joel Aebli

VOTO

85

 

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