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Sono passati due anni dal loro disco di debutto, e i
Logos non intendono affatto fermarsi; la prova tangibile di ciò è
l'uscita di questo interessante Lp intitolato "Generacion Mutante",
il quale conferma le notevoli abilità di questa band sostenitrice
dell'heavy metal argentino. La line-up si mantiene quella iniziale, e
ciò si sente dall'invariata tecnica compositiva dei brani, ovvero
quadrati e lineari; l'unica differenza stilistica rispetto al precedente
disco è la lieve tendenza al thrash metal da parte delle ritmiche e di
alcuni tempi utilizzati: è facile scovare un po' di assoletti alla Kirk
Hammett infilati su riff mononota (tipico del thrash metal), ed anche la
voce in alcuni episodi è molto più dura e aspra (vedi Quièn dijo
o certe cadenze lievemente più aspre in Decide por ti mismo),
quasi a cercare di appesantire un po' l'atmosfera.
Le dieci canzoni si dividono in: pezzi costruiti su un
tempo lento dal timbro pesante quali
Quièn dijo, Cuando asecha la maldad e Muerte sin
gloria; brani medio-veloci come Necios e
Lejos de casa; e altri più di potenza come la prima Arden
en el cielo, Asesinos de la memoria, Decide
por ti mismo e la title-track Generacion mutante,
di cui risalta molto all'orecchio un riff introduttivo di gusto che si
collega bene all'espressivo brano. Lo stile heavy è evidente comunque
nell'anche se poco frequente uso delle doppie chitarre maideniane: la
strumentale Juana azurduy è difatti costruita proprio su
tale qualità, ed è a mio parere uno dei pezzi più riusciti del disco. Si
ha quindi un Cd costruito su un heavy metal con venature thrash, non al
livello musicale del primo, ma comunque valido e interessante sotto
molti aspetti. I testi come in tutti gli album denunciano una società
fondata sul peccato, sostenendo che l'unica soluzione ai propri problemi
è la fede in Dio.
I Logos proseguiranno la loro carriera con successo
e tre anni dopo suoneranno dal vivo registrando "Tercer Acto",
ossia un bellissimo live album che confermerà la validità di questa band
anche sul palco; resta quindi da dire che anche se la tecnica a volte
non è il massimo, le idee musicali sono però ciò che conta di più, e
quando si uniscono ad un buon sound non è difficile tirare fuori dei
lavori apprezzabili.
Francesco Romeggini
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