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LUMINA POLARIS
Vastaisku
 
 

 

LUMINA POLARIS
Imperiumi
heavy
2006 - Valo Records
(Finlandia)
 www.myspace.com/luminapolaris

 

Com'è il Brasile per l'America Latina, così è la Finlandia per il Vecchio Continente, ovvero paesi instancabili fucine di christian band, non di rado di talento. Solitamente si predilige l'estremo in queste due lande dalla fertile cristianità, ma non necessariamente, ed in effetti di act melodici ve ne sono diversi e di valore. A testimonianza di ciò portiamo stavolta questo neonato sodalizio finnico, i Lumina Polaris, col loro disco d'esordio, "Imperiumi", ottima produzione di un heavy dalle sonorità moderne eppur non moderniste, che rimane ancorato all'old school nelle sue divagazioni thrashy e che può giovarsi di un interessante cantato "maschio", grezzo al punto giusto all'interno delle spire emozionali delle seducenti ma non melliflue melodie che si stendono traccia dopo traccia. Il sound ricorda i connazionali Oratorio, appesantito e sottratto però alle contaminazioni power, con un'amalgama complessiva dall'attitudine maggiormente "in your face". "Imperiumi" è un disco potente, pulito, tecnico, strutturalmente semplice ma tuttavia difficile da archiviare dopo pochi ascolti, perché di volta in volta pare abbia sempre qualcosa di nuovo da dire. Il cantato in finlandese risulta vincente, anche le melodie più catchy riescono infatti grazie - oltre alla timbrica di Markus Vainionpää di cui si è già detto - alla tipica asprezza fonetica della lingua, a rimanere rudi e graffianti, heavy insomma.

"Imperiumi" appassiona fin dall'horrorifico intro Lankeemus, il cui climax si fa poi orientaleggiante; segue e non delude la robusta e compatta Autiomaahan, nella quale scopriamo un altro felice trade mark del giovane quintetto scandinavo, un reparto solistico - condotto dal talentuoso Timo Kataja - di prim'ordine, tanto a livello evocativo quanto strettamente tecnico. Cadenzoni granitici ma anche minimalità cupe per la refrain-oriented Raato, con la quale giungiamo alla prepotente title-track, l'episodio di stampo più thrash assieme alla cavalcante Rooma e all'undicesima Yhdestoista hetki, quest'ultima avvinghiante nel chorus. Ma difficilmente scrollabile dai proprio neuroni mnemonici è anche lo splendido refrain della quinta Sydän palaa, song che si candita con decisione ad essere la più rappresentativa della track-list. Episodi che convincono sia nella melodia, sia nella struttura, che nei guitar solos sono Maailmanpyörä e Lumo, che ci accompagnano ad un altro refrain indimenticabile, quello che riecheggia sontuoso nell'intensa Seitsennaamainen. Qualche soluzione effettata in Renessanssi, ove compare un quasi-growl che accompagna i bridge ai chorus, a chiudere è una mezza ballad in mid-tempo, elegiaca, che indubbiamente riesce a pizzicare le giuste corde sentimentali.

Delle lyrics non so dirvi granché - ovvero nulla - dato che i Nostri non ci propongo traduzioni (del resto anche il sito ufficiale è solo in finnico), ma nel complesso celebriamo l'ingresso nella scena white di un band di grande interesse e di sicuro futuro, soprattutto se riuscirà a mantenere freschezza e ad evolvere la propria musica, magari implementando la complessità arrangiamentale.

Vaake

VOTO

82

 

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