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Torna la band finlandese, già autrice di un disco nel 2006.
Troviamo la
line-up leggermente modificata: via il vecchio cantante Veli-Matti
Väisänen, il nuovo vocalist Oula Siipola non solo ci delizia in clean,
ma anche in un leggero
growl
appena
accennato. Sarà stato questo cambio a determinare una vena meno
classicheggiante nell’heavy proposto, a tratti prog, ma che nonostante
ciò non ha evitato una certa monotonia fino alla fine del disco.
Molteplici riff aprono Pedon hampaista (Il
dente della bestia), con una punta di hard e una di prog; song dal
ritornello orecchiabile, ma senza botto; testo interessante: un vero
ringraziamento a Cristo Gesù per aver sconfitto il male qui
rappresentato dai denti di una bestia. Sulla stessa scia, ma molto più
interessante e ritmata, Henki ja liha (Lo Spirito e la
carne), è riccamente arrangiata mostrando un grande feeling tra basso e
batteria. Altra song ben costruita è la tiratissima Ajasta
ikuisuuteen (Tempo per l’eternità), che possiamo definire una
delle più complete; il testo richiama alla classica distinzione tra luce
e tenebre ed un invito a scegliere Cristo, Colui che ha sconfitte
l’oscurità. Proseguiamo con la title-track Vastaisku
(Risposte), la quale non si discosta molto da ciò che abbiamo finora
ascoltato, anche se un growl appena accennato si fa presente ed è un
vero peccato che sia solo abbozzato, con la carica così forte che il
pezzo ci propone. Molto simile è anche Uusi ihminen (Uomo
nuovo), primo singolo estratto; è una song molto potente e piena di
effetti anche nella voce; è strano che il gruppo preferisca presentarsi
con il generico "metal", quando invece potrebbero rischiare di più!
Sottolineiamo il primo e vero solo di guitar, eccellente e molto
classico. Rallentiamo con Uskollinen (Fedele), ma non è
una ballad; il testo ricorda in parte l’esperienza dei discepoli di
Emmaus, ma il ritornello ha la stessa carica epic dei testi di
quest’album. Altra song dallo schema già collaudato, Tulilintu
(Uccelli di fuoco), dà più spazio alla presenza del basso; da apprezzare
è lo strano solo, che rende questo pezzo leggermente più originale e
meno male! Ottima song, Nero è tutto che più down non si
può; geniale cambio di tempo fra gli ultimi ritornelli, caratterizzato
da batteria-basso e voce ricca di effetti. Areena (Sabbia)
è qualcosa di già ascoltato; bella prestazione del batterista che a
parer mio, avrebbe potuto aggiungere qualcosa in più anche in altri
brani. Segue Labyrintti (Labirinto) chi si rifà alla
caduta di Adamo ed Eva e la scelta che hanno compiuto; come nei pezzi
precedenti, bisogna aspettare il finale per ascoltare qualcosa di
diverso. Concludiamo con Evankeliumi (Vangelo), song
ripetitiva e dal solo non particolare.
È giusto
sottolineare il booklet davvero ricco e professionale, nella cui
copertina è ritratto Gesù che calpesta un serpente, che ritroviamo nella
back cover attorcigliato in modo da formare un cuore. I colori
utilizzati sono il rosso della passione e il verde della speranza,
valori sui quali vertono i testi di questa notevole band.
Roberta Cannone |