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Iniziamo dalla copertina del Cd: è totalmente bianca e
spicca il nuovo simbolo dei Mad Max, in cui compare una croce, ad
indicare il loro passaggio dalla musica secolare alla musica cristiana.
Il bianco, colore della purezza è stato giustamente pensato per ornare
questo Ep, caratterizzato da brani totalmente in acustico, di una
purezza di suono indescrivibile, capaci di toccarti nel profondo del
cuore. Basta chiudere gli occhi ed ascoltare queste sei bellissime
ballad, dolcissime, evocative, e alcune ricche di lode a Dio, adornate
da una cascata di note melodiose, composte da arpeggi di chitarra
classica e acustica e pianoforte. E come potevo non parlarvi della voce Michael Voss! Ora mi
giunge immediata la domanda: è ormai Michael Voss il nuovo Michael Sweet
della situazione? Senza togliere nulla allo storico singer degli
Stryper, penso che Voss in questo Ep ha dato il massimo di sé
stesso, arrivando ai livelli di Sweet, se non addirittura superandolo
per quanto riguarda la passione nel canto. Certo, non troveremo mai gli
acuti "sweetiani" (concedetemi il termine, perché gli acuti di Sweet
sono unici nel genere), ma ascolteremo di certo una voce altrettanto
calda e alta.
Ad aprire le danze è To hell and back again,
presente anche nell’album "Night Of White Rock", che in versione
acustica perde di aggressività e ci viene proposto con un ritmo molto
cadenzato e coinvolgente, anche grazie ad un riff di chitarra a tratti
spagnoleggiante.
Il
brano seguente è Open the eyes of my heart.
Titolo che non è
assolutamente nuovo alle orecchie di un evangelico, dato che spesso
viene anche cantato in tali chiese.
Le
lyrics sono preghiera e lode allo stesso tempo:
"Open the eyes of my heart, Lord / Open the eyes of my heart / I want to
see you / To see You high and lifted up / Shining in the light of your
glory / Pour out Your power and love / As we sing Holy, Holy, Holy / I
want to see you".
Non esistono parole per descrivere con quanta passione canti Voss, molto
belli anche gli arpeggi di chitarra e i cori. Segue Hello Father,
la canzone più dolce di tutto il Cd, una vera e propria ninna nanna, con
molti fraseggi tra chitarra classica, pianoforte e arpeggi di chitarra
acustica.
Dolcissime anche le lyrics: "Hello Father / I’m here to say / Thanks for
talking every night / Every brand new day / I know You’re watching over
me / To take me home / So I will never be, never be alone". La terza
track proviene di nuovo da
"Night Of White Rock":
Bad day in heaven.
Questa è una versione
molto malinconica, solo voce e pianoforte, suonato dall’ospite Max
Teschner. Siamo quasi alla fine con Lonely is the hunter,
brano tratto dal loro full-length del 1985, ("Stormchild"), in
cui ritornano riff spagnoleggianti, come nella prima traccia. Il tutto
viene sigillato con Reprise, pezzo strumentale in cui le
chitarre di Voss e Breforth si rincorrono per formare la melodia di
Bad day in heaven, con l’immancabile assolo nel
finale…ovviamente di chitarra acustica!
Il giudizio è più che positivo, nessuna nota stonata, tutto
perfetto. Complimenti ovviamente anche agli altri componenti ancora non
citati: Axel Kruse (batteria e percussioni) e Roland Bergmann (basso e
seconda voce). Questo è un Ep che dopo averlo ascoltato dalla prima
all’ultima canzone, vi verrà naturale premere di nuovo il tasto play per
emozionarsi subito una seconda volta. Davvero un ottimo lavoro,
consigliato a tutti gli amanti di worship music.
Daniele Fuligno |