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MAD MAX
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MAD MAX
Night Of White Rock
AOR
2006 - AOR Heaven
(Germania)
www.myspace.com/madmaxmusic

 

A distanza di 24 anni dall'omonimo album d'esordio, tornano sulla scena musicale i tedeschi Mad Max, band heavy metal ormai da tempo entrata nel dimenticatoio degli appassionati del metallo, che era stata capace di tirar fuori negli anni 80 album di pregevole fattura come "Night Of Passion" del 1987 ma soprattutto il mitico "Stormchild" del 1985. Con questo "Night Of White Rock", i Mad Max compiono una decisa virata di rotta verso sonorità molto melodiche e maggiormente AOR. I nostri hanno esperienza da vendere e non solo per la carriera svolta nel corso degli anni negli stessi Mad Max, ma anche per via di partecipazioni in altri progetti. Ricordiamo a tal proposito il lavoro del frontman Michael Voss nei Bonfire e nei Casanova, del chitarrista Jürgen Breforth nei Tanner, e del batterista Axel Kruse nei Jaded Heart, dei quali è tuttora membro.

Ma ora spostiamoci a parlare dal full-length che abbiamo sotto mano. L'album in questione è decisamente lineare, senza darsi ad alcun tipo di sperimentazione e seguendo dei canoni oramai classici tracciati da alcune band storiche, delle quali saltano all'orecchio certamente i  Bon Jovi e gli  Scorpions, senza disdegnare di percorrere anche alcuni classici stilemi del class metal alla White Lion. "Night Of White Rock" è fatto di alti e bassi in cui si alternano canzoni dai riff azzeccatissimi, arrangiate in maniera magistrale, e altre in cui non si fuoriesce mai da quelli che sono i clichè tipici del genere. Tra i capitoli certamente più azzeccati di questo lavoro abbiamo la traccia numero due, Losing it again, davvero ottima song, fatta di riff estremamente compatti e granitici in cui i nostri mettono in mostra tutta la loro esperienza pluriventennale, poi la successiva Hope to see you e l'ottava, Upon my soul, che colpisce soprattutto per l'ottimo e aggressivo ritornello. Ci sono poi invece canzoni come Raise your voice che convincono davvero poco, ed altre come la ballata Unbelievable che sembrano prese in toto da un album qualsiasi dei Bon Jovi.

In definitiva l'unica cosa che posso dire è che mi fa estremamente piacere il ritorno sulle scene dei Mad Max, che nonostante non ci portino un album memorabile riescono a distanza di vent'anni a farci ascoltare della buona musica, la quale nonostante gli appunti fatti non scade mai nel banale. Bentornati!

Christian Khouri

VOTO

70

 

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