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A distanza di 24 anni
dall'omonimo album d'esordio, tornano sulla scena musicale i tedeschi
Mad Max, band heavy metal ormai da tempo entrata nel dimenticatoio degli
appassionati del metallo, che era stata capace di tirar fuori negli anni
80 album di pregevole fattura come "Night Of Passion" del 1987 ma
soprattutto il mitico "Stormchild" del 1985. Con questo "Night
Of
White Rock", i Mad Max compiono una decisa virata di rotta verso
sonorità molto melodiche e maggiormente AOR. I nostri hanno esperienza da
vendere e non solo per la carriera svolta nel corso degli anni negli
stessi Mad Max, ma anche per via di partecipazioni in altri progetti. Ricordiamo
a tal proposito il lavoro del frontman Michael Voss nei Bonfire e nei
Casanova, del chitarrista Jürgen Breforth nei Tanner, e del batterista
Axel Kruse nei Jaded Heart, dei quali è tuttora membro.
Ma ora spostiamoci a
parlare dal full-length che abbiamo sotto mano. L'album in questione
è decisamente lineare, senza darsi ad alcun tipo di sperimentazione e seguendo dei canoni oramai classici tracciati da alcune band
storiche, delle quali saltano all'orecchio certamente i Bon Jovi e gli
Scorpions, senza disdegnare di percorrere anche alcuni classici stilemi
del class metal alla White Lion. "Night Of
White Rock" è fatto di
alti e bassi in cui si alternano canzoni dai riff azzeccatissimi, arrangiate
in maniera magistrale, e altre in cui non si fuoriesce mai da quelli che
sono i clichè tipici del genere. Tra i capitoli
certamente più azzeccati di questo lavoro abbiamo la traccia numero due,
Losing
it again, davvero ottima song, fatta di riff estremamente compatti e
granitici in cui i nostri mettono in mostra tutta la loro esperienza pluriventennale,
poi la successiva Hope to see you e l'ottava, Upon my
soul, che colpisce soprattutto per l'ottimo e aggressivo ritornello.
Ci sono poi invece canzoni come Raise your voice che convincono davvero poco, ed altre come
la ballata Unbelievable che sembrano prese in toto da un album qualsiasi
dei Bon Jovi.
In definitiva l'unica
cosa che posso dire è che mi fa estremamente piacere il ritorno sulle
scene dei Mad Max, che nonostante non ci portino un album memorabile
riescono a distanza di vent'anni a farci ascoltare della buona musica,
la quale
nonostante gli appunti fatti non scade mai nel banale. Bentornati!
Christian Khouri |