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MAGNITUDE 9
Decoding The Soul
 
 

 

MAGNITUDE 9
Reality In Focus
prog
2001 - InsideOut Records / Limb Music
(USA)
www.mistchild.com/magnitude9

 

Secondo album della progressive/power metal band dell'Ohio. Le loro maggiori influenze compositive (a detta di loro stessi sulla pagina web ufficiale) sono i Symphony X, i Fates Warning e il caro vecchio Yngwie Malmsteen. A me hanno inoltre ricordato qualcosa dei Queensryche. La prima traccia No turning back ci mostra il lato power della band soprattutto nei testi, che parlano di battaglie, spade e cavalieri. Prima di un interessante assolo in duetto tra tastiera e chitarra un monito viene recitato da una voce: "But if the cause is not good, a heavy burden lies on the King". Subito dopo ci aspetta What my eyes have seen, un pezzo con un'introduzione veramente tecnica e accattivante. Ma ecco che subito i toni diventano più intimi e riflessivi per seguire le considerazioni del testo sulla condizione umana. Questo fino a quando non si giunge all'assolo centrale che fa da climax della canzone che va poi a scemare fino a concludersi con un giro di acustica. Il terzo brano Far beyond illusion si presenta all'incirca sulla stessa linea di quello che lo precede, facendo però più leva sull'emotività. Stavolta il testo parla della profonda fame di verità che inabita l'essere umano e di chi la vuole negare. Segue Afterlife, la traccia più lunga dell'album (oltre i 9 minuti) che ci stupisce con sonorità prese dai Dream Theater della metà degli anni '90. Probabilmente uno dei pezzi più intriganti dell'album. Il basso si fa più presente rispetto agli altri brani, gli strumenti, come sempre suonati con molta tecnica, accompagnano una specie di "elegia" funebre, il saluto ad una persona cara ormai scomparsa, riflettendo nel mentre su tutte le paure connesse con la morte, prima fra tutte "Will you remember me in the afterlife [...]?".

La quinta traccia è  The end of days che come si evince dal titolo parla della fine dei tempi. Per quanto il testo non sia uno dei più entusiasmanti è sicuramente una canzone orecchiabile e "aggressiva" al punto giusto. A questo punto i Magnitude 9 inseriscono una cover degli Iron Maiden Flight of Icarus. Normalmente avrei considerato questa scelta azzardata ma devo dire che malgrado tutto tengono bene il passo anche se, almeno a mio avviso, si sente che mancano le magiche dita di Steve Harris al basso. Ci attende Temples of gold, una canzone sull'idolatria antica e moderna. Personalmente è la traccia che preferisco di quest'album! E' aggressiva, incalzante e ha pure una citazione dalla Bibbia di Re Giacomo. Qui troviamo la vena whitester del gruppo "in the metal ways" come avrebbero detto i Manowar. Quiet desperation parla di una rottura in una relazione e delle conseguenze che essa comporta. Musicalmente nulla di particolare, molto simile a quanto abbiamo già ascoltato in precedenza. L'album si chiude con Mind over fear il cui inizio bello "pesante" ci dona ottime promesse che verranno effettivamente mantenute dall'assolo. E' la lotta dell'uomo contro il tempo, e contro quanto scopre viaggiando nel profondo di se stesso. Il tutto si chiude con poche note di piano molto azzeccate.

In conclusione posso riassumere il tutto dicendo: la band è brava, possiede talento e tecnica. Il problema è che spesso fanno la figura degli epigoni delle altre band da cui traggono ispirazione. Le sonorità non hanno poi molto di originale e troppo spesso, mentre l'album procede, ci si ritrova con quella sensazione di "dejà vu" che a lungo andare fa perdere l'interesse. C'è inoltre da aggiungere che la fusione di power metal e prog metal in questo caso non ha portato a risultati apprezzabili: hanno perso tutte le caratteristiche di punta dei due generi, sia l'imprevedibilità e l'eccentricità del prog, sia il ritmo e l'incalzare del power. Ciò non toglie il fatto che "Reality In Focus" sia un album ben fatto e che contenga pezzi che valgono sicuramente la pena di essere ascoltati, anche se sono pochi rispetto alle 10 tracce che ci offre. Infine i testi sono sicuramente ottime riflessioni e vanno considerati.

Andrea Ciceri

VOTO

77

 

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