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MARGORIUM
Margorium   (Ep)
unblack
2005 - Self
(Brasile)
www.myspace.com/margorium

 

Ancora dal Brasile, ancora fascino grafico, ancora talento "ideale", ancora produzione modesta. Il "caso" dei Margorium si inserisce comodamente in quell'ampio filone divenuto ormai leitmotiv per le unblack band latinoamericane al demo d'esordio (con rare eccezioni, vedi i cileni Soterion o i SorrowStorm), che per i nostri è un sei tracce da 23 minuti, contenente anche una bonus senza infamia né lode, quale omaggio al fondatore del genere, ovviamente Horde, e ovviamente - essendo la sola con uno straccio di melodia - la song scelta è Thine hour has come (per quanto mi riguarda l'episodio meno appassionante di "Hellig Usvart").

In scia di un bell'Intro dark ambient ventoso, pervaso di infernali grida e ardere di fiamme, ecco prorompere il mid-tempo con misterico ma al contempo edulcorante loop armonico di Doom in a silent war, a più riprese presente quale interludio ad assalti ritmici pestati, anche se non particolarmente intensi. La title e best-track dell'Ep (Frontier is transcend / War is initiate / With divine power / The evil is defeat) gioca sulle emozioni: afferra nel dark ambient iniziale, possiede nel mood, esalta nelle aperture ieratiche, "headbanga" nei blastbeats. Morbid sentiments (Just in darkness of the hell / your soul claim for the pardon / That who you search can´t forgive you / declared your death / Come, say the Lord / Forgived you are / My blood strewed for you / Free you of fouls darkness of Satan. / Adore at Lord / Loud at Lord / Claim at Lord / Loving at Lord) è imperniata sulla melodia fino al potente finale, Lacrima Christ è invece la traccia più tecnica e chitarristica, giocata su varie ritmiche e su un bel giro portante (In your eyes I see run / A Tear of suffering / In your eyes I see run / A tears of salvation).

Attitudine archetipa, composizioni emozionali, ma purtroppo la modestia della produzione declassa tutto. Aspettiamo i quattro brasiliani (doppia coppia di boys e girls) a qualcosa di più professionale, indubbiamente facile a dirsi ma non proprio a farsi da quelle parti, però se qualcuno ci riesce (Cerimonial Sacred, Divine Symphony, Devotam) allora impossibile tout court non è.

Vaake

VOTO

68

 

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