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Ben sette band nella storia del metal rispondono al
monicker Martyr, due sono statunitensi e di quest'ultimo binomio
quella californiana è una white band, dedita ad uno dei primissimi
archetipi di thrash cristiano. Dire "uno dei primissimi" è però
riduttivo, in realtà il nostro "Death Is Dead" fu la prima uscita
di christian thrash mai registrata, assieme ad un altro Demo, il coevo
"The Return" degli esponenzialmente più celebri Believer.
Uscito autoprodotto in musicassetta, "Death Is Dead" contiene
nove pezzi di incompromesso thrash metal, senz'altro larvale -
esecuzione grezza e registrazione quasi con mezzi di fortuna - ma che
può vantare buoni spunti, come sezioni ritmiche a volte massicce e
veloci, assoli funambolici (quanto traballanti), e un buon registro
vocale del singer Tyger Falmo, che tuttavia potrebbe anche evitare di
lanciarsi in acuti disarmonici che per lo più si interrompono
bruscamente dopo pochissimi istanti.
Bellina è l'intro soffusa dell'opener KDA,
song che poi si sviluppa in serrato ed è portata a termine da un
pretenzioso amplesso di acuto e assolo; la successiva Golgotha
parte mid-tempo cadenzato per poi implementarsi ritmicamente fino a
divenire corposo picchiato a dovere. Get Christ in you è
una dicotomia di accelerazioni e rallentamenti, impreziosita da passaggi
thrash'n'roll, presenti anche nella downtuned Bad P.R.
Thrash bizzarro con parlato veloce in False prophets,
vociare confuso e pestaggi roboanti per True love.
Passando per le più complesse intelaiature di KKK e per la
furibonda No goats, cantata a parole per frazione di
secondo, terminiamo la corsa con una breve jam-session, che tra l'altro
va a conferire il nome al full-length.
Release amatoriale - basti guardare anche
l'imbarazzante logo della cover - e thrash seppur con idee tuttavia
eseguito il modo mediocre: questo lavoro musicalmente è modesto,
tuttavia da un punto di vista storico ha un peso imponente. Che il nome
dei Martyr sia ora affiancato a quello dei Believer per i
nostri direi può bastare e avanzare.
Vaake
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