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MAYLENE AND THE SONS OF DISASTER
II
 
MAYLENE AND THE SONS OF DISASTER
III
 
 

 

MAYLENE AND THE SONS OF DISASTER
I
alternative
2005 - Mono Vs Stereo
(USA)
www.myspace.com/mayleneandthesonsofdisaster

 

2003: il celebre gruppo metalcore Underoath fa qualcosa di inimmaginabile, chiede al loro cantante, Dallas Taylor, di lasciare il gruppo per cause ignote. Molti sostengono che si tratti di una depressione a causa della morte della fidanzata, altri invece dicono che ci siano stati litigi a causa dei membri degli Underoath che volevano fare un album più accessibile (vedete "They‘re Only Chasing Safety"). Ma non pensate che Dallas sia rimasto con le mani in mano dopo aver lasciato gli 'oath. Ebbene no, perché, un anno dopo, Dallas è tornato più forte che mai!

L’album parte con Caution: dangerous curves ahead, che inizia con un lungo e urlato "Ooooooooh Yeaaaah!" come solo Dallas Taylor può fare! Dopo un breve riff iniziale, gli strumenti tacciono e lasciano spazio alla batteria e alla voce di Dallas, che appare più arrabbiata e graffiata di prima. Un pezzo ottimo per iniziare un album (headbang garantito!). In seguito, senza lasciare minimo spazio per respirare, ci sono The road home to panther creek e Bang! The witch is dead, due buoni brani, molto metal anni ‘70. Abbiamo poi Tough as John Jacobs, il singolo, ovvero la canzone più commerciale dell’album. Non è che sia un brutta, ma non è forte quanto il resto dell’album. Ed ora, conclusa la prima metà del disco, arriviamo alla metà più bella, che apre con Gusty like the wind, un pezzo metalcore puro che non lascia un minimo di pausa per respirare: l’unica fase più rilassata e’ il ritornello, ovvero una delle poche parti cantate in tutto l’album. I prossimi tre brani, Minds of a grime, Lady at the gate e Never stop haunting sono altre tracce molto buone, ottime per un viaggio in macchina di notte, se si vuole rimanere svegli. Veniamo infine ai due pezzi conclusivi. Il primo è Hell on the rise, probabilmente il migliore dell’album, che unisce urla metalcore con melodie quasi-emo e un ritmo che sa molto di blues. L’ultimo episodio, invece, è completamente diverso dal resto dell’album: si chiama Just wanted to make mother proud ed è country rock con Dallas Taylor che racconta la storia del nome del gruppo, ovvero la storia di Maylene Barker e dei suoi figli, che erano rapinatori di banche e che, appena catturati, stanno per essere messi a morte. Il brano e' cantato in prima persona da parte di uno dei figli che riferisce tutto ciò che hanno causato in passato rendendosi conto di essere stati solamente figli di un disastro (il nome del gruppo infatti è "Maylene e i figli del disastro").

La prima volta che ho ascoltato questo Cd sono rimasto stupito dalla copertina: con colori sbiaditi, invecchiati, e con lettere che ricordano un gruppo rock degli anni ‘60; la foto è pessima e c’è una piccola targhettina del prezzo in basso a destra. Tutto fatto apposta per apparire come un gruppo indie e sconosciuto, ma che presto entrerà a far parte della storia del metalcore cristiano!

Christopher Warman

VOTO

92

 

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