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MENTAL DESTRUCTION
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MENTAL DESTRUCTION
When Madness Strikes
industrial
1989 - Metal Cross Prods / 1995 - Cold Meat Industry
(Svezia)
www.mentaldestruction.com

 

Fruscio del televisore, voci femminili nel cortile, telefono che squilla, nella stanza accanto piange un bimbo, qualcuno è all’apice dell’esperienza sessuale, un tram giunge in stazione, zero, uno, due, le porte si aprono e mille persone si precipitano su di me. "Ma tu ti trovi inginocchiato in un prato di campagna". Sudore. Prurito alla testa. No, non è prurito. Sta scoppiando. La cassa toracica si contrae. I polmoni cedono. Le corde vocali si stringono. Corro. Scappo. Apro la porta. Entro. Chiudo la porta. Un giro intero della chiave. Mi metto le cuffie. Accendo lo stereo. E mentre le onde mi sfasciano i timpani mi sdraio.

"When Madness Strikes" ("Quando la pazzia colpisce") è la prima opera dei Mental Destruction progetto "orthodox industrial" dei fratelli svedesi David e Samuel Durling, inizialmente sostenuti da un terzo membro, Simon Brännström. Originariamente "When Madness Strikes" fu pubblicato dalla Metal Cross Productions nel 1989 in formato cassetta. Nel 1992 fu poi ripubblicato dalla Sound Source, ancora in formato cassetta, ma in versione speciale limitata e con due brani in più: Krossa (versione svedese) e Midnatt (strumentale). La Sound Source fu una side label della grandiosa Cold Meat Industry, che successivamente nel 1995 pubblicò assieme all’etichetta tedesca Functional Organisation la versione Cd di "When Madness Strikes". Rispetto alla versione cassetta, il Cd contiene quattro tracce inedite: Above the falling, Beyond conciousness, Man of prey e Wound.

Schizofrenia è la diagnosi: incapacità di riconoscere ciò che è reale, di gestire le emozioni, di pensare in modo chiaro, di dare dei giudizi e di comunicare. Un "gruppo di disturbi mentali". Le eterne voci. Imprecazioni, supplizi, lamenti, versi. Non appena ti colpisce realizzi che non è il silenzio a proporti la soluzione, ma il baccano. Devi comprare nuove cuffie perché quelle che hai comprato ieri sono già saltate. Ascolti la musica. Più essa è forte e caotica e più le voci si confondono. Un attimo sospeso in cui i pensieri si bruciano.

Dodici brani, 46 minuti di purissimo industrial. Anedonia estrema, totale. Niente, assolutamente niente melodia. Mai, a parte un profondissimo richiamo armonioso in Krossa. Doom è la parola sbagliata, ma la prima che mi viene in mente. C’è spazio solo per rumore, baccano, suoni sinistri, tutti echi dell’umanità. Infinite sono le percezioni uditive a cui siamo sottoposti. Le grida, i sussurri, distorti fino all’incomprensione. Ma il messaggio c’è, anche se la sua comprensione, come tutta la loro arte, non è immediata. Vi è molto da ascoltare e da sperimentare, basta mettersi i guanti e prendere in mano il bisturi. 

Tu prendi droga per sentirti come me, io ho bisogno di droga per sentirmi come ti senti tu ora. Scappare da Sodoma. Scappare senza girarsi. Senza girarsi.

"When Madness Strikes" è sicuramente un disco storico, che viene riscoperto volentieri dagli amanti dell’arte estrema e dello spirito anticonformista scandinavo. Vi consiglio di non ignorare questo gruppo, di immergervi negli abissi della distruzione mentale e di tenere d’occhio il loro sito perché la bestia sembra muoversi ancora. Spero che un giorno torneranno a rapirci dal vivo.

"Christ is risen. The end is nigh" — Mental Destruction

Joel Aebli

VOTO

75

 

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