Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
METANOIA
Time To Die
 
 

 

METANOIA
In Darkness Or In Light
death
1995 - Rowe Productions
(Australia)
www.myspace.com/metanoiametal

 

Sfruttando il sentiero aperto dai pionieristici connazionali Mortification sorse ben presto un'altra ottima christian death band australiana, la quale però scelse con saggezza di non ricalcare pedissequamente le orme dei venerati maestri, preferendo incamminarsi invece verso un sound piuttosto differente. La grezza ed incompromessa brutalità caratterizza i Mortification mentre è l'elaborazione compositiva e l'esecuzione ricercata il marchio di fabbrica dei nostri Metanoia, all'esordio con questo "In Darkness Or In Light", la cui bella front cover già dice tutto sulla proposta lirica del combo: battaglia spirituale, crush evil, e trionfo della Luce di Cristo nelle tenebre del peccato e dell'umano vivere. I Metanoia sono un quartetto fondato dai fratelli Lisa e Steve Bennett completato del singer Yowie Smith e dal drummer Dylan Speerstra, che germoglierà altri due full-length: la band risulta a tutt'ora attiva pur avendo però fatto risalire l'ultima release al lontanissimo 1999. "In Darkness Or In Light" si dipana per ben 52 minuti di strutturato e variegato songwriting, di ottima esecuzione strumentale, di davvero notevole capacità chitarristica e percussionistica, il tutto valorizzato da un'ottima produzione; la limitata telluricità sonora del loro sound è dovuta al fatto che spesso e volentieri preferiscono cavalcare lande heavy o thrash più che massacri death, i quali peraltro non mancano, anche se mai sono preminenti; colpisce questo perché il deep growl - a più riprese affiancato da una seconda voce più roca - del bravo Smith si armonizzerebbe bene a mio avviso con il grind-oriented, ma anche così lo si apprezza.

Tecnico e cesellato è il death dell'opener Accute obliteration che capita si abbandoni a momenti doom e si aizzi a brevi sfuriate grind, per chiudere comunque tracotante. Ritmato e chitarristico, lento e detonante, doom e poi sparato, è il complesso sound della successiva Enslavement. Con la title-track In darkness or in light giungiamo al miglior episodio dell'album, una fantastica ed intricata song di oltre otto minuti, aperta da dolci note ed un soffuso growl seguito da un nostalgico guitar solo, che poi si fa saettante e tagliente, veicolando così il ritorno del cupo, muscolare e tecnico sound, che sorprende sul finale con l'arrivo di linee chitarristiche vagamente melodiche. Il termine riprende l'inizio dando un senso compiuto di ciclicità ad una track che pretende di essere riascoltata più e più volte. On and on è fondamentalmente death'n'roll, mentre Dead flesh è furibonda ma con superbi assoli dichiaratamente thrashy. Un cupo ed buio doom introduce la sesta Dimensions of life tesa nel suo sviluppo verso elaborate strutturazioni e frequenti cambi di tempi guidati dall'impeccabile e talentuoso drumming di Dylan Speerstra. Sul finale un altro gran solo schizoide.

Fantasiosa è la strumentale Son of Man in cui si alternano un solo distorto scevro della compagnia della strumentazione ed un heavy che strizza l'occhio a soluzioni melodiche: l'intensità sonora cresce, ma a condurci al termine sono impreviste dolci note! Death'n'roll e thrash solistico si dividono la scena in Torn by dogs, piuttosto simile alla seguente Death of death. Il finale è affidato alla infinita Seventh seal, che mescola classe ed irruenza, recitato in clean pompato da una certa solennità musicale e mero death'n'roll, oltre che da stralunate soluzioni melodiche chitarristiche. Una megarullata suggella il tutto. Ora la curiosità circa questo act è di andare ad ascoltare cos'è che hanno combinato nei loro più recenti lavori, perché questo è davvero niente male.

Vaake

VOTO

83

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it