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Ebbene sì, dopo i Magnifiqat e i Dusk
siamo arrivati al terzo disco white metal cantato in italiano. È così
che i Metatrone hanno anticipato la versione di "The Powerful
Hand": sempre nel 2006 infatti era già uscito "La Mano Potente",
stessa struttura dei brani, stessi testi ma cantati in italiano invece
che in inglese e, soprattutto, stessa bravura tecnica da parte di una
band che dimostra anche in questa release notevole esperienza e
capacità. Tale bravura è confermata all'ascolto della stupenda voce del
singer Jo Lombardo, che con un clean formidabile tocca tonalità
altissime con intonazione e potenza, accompagnato dalle velocissime e
ultratecniche tastiere di Davide Bruno, da chitarra e basso eseguiti con
precisione da Stefano Calvagno, e dalla altrettanto efficace batteria di
Tony Zappa.
A differenza dell'analogo album, le tracce sono
otto, sei canzoni riproposte nel Cd in inglese più il brano d'apertura
I colori del sole, brano allegro e orecchiabile (forse
quello un po' meno metal e più pop) e la traccia conclusiva
Coelacanthus, strumentale acustica eseguita da tastiere, piano,
chitarra acustica e violini, decisamente coinvolgente. Ascoltando le
altre track in italiano è molto più facile comprendere la bellezza dei
testi, da citare La via migliore
(The best way nell'altra release): "Se conoscessi tutta la
scienza, / e avessi il dono della profezia / se anche parlassi tutte le
lingue, ma senza la carità... / Vi mostrerò la via migliore, aspirate ai
carismi più grandi / Ci donerà la via del cuore, / con amore senza
errore"; o anche La Roccia: "solo in Dio riposa l'anima
mia, / da lui la mia speranza... / In Dio è la mia salvezza e la mia
gloria, / il mio saldo rifugio, la mia difesa". Lyrics concentrate
appieno sulla fede in Gesù Cristo (a eccezione di Ave Maria
che incentra il proprio messaggio sulla madre di Gesù). Resta da dire
comunque che pur essendo più comprensibili agli italiani che ascoltano
il Cd, i testi in italiano danno un effetto decisamente diverso da
quelle in inglese, effetto che al primo impatto forse lascerà un po' di
sorpresa, ma a cui sicuramente si farà l'abitudine maturando l'ascolto
del disco.
In definitiva, abbiamo anche qui un power metal
molto melodico e ben lavorato, reduce da ben dieci anni di esperienza
che hanno visto la band maturare in sala prove; insomma proprio ciò di
cui si aveva bisogno qui in Italia per smuovere le acque di un white
metal che finora non era stato per niente supportato, ma che finalmente
grazie a band come questa e come i Boarders sta prendendo il via. Da
consigliare per gli amici poweroni.
Francesco Romeggini
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