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METATRONE
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The Powerful Hand

METATRONE
Eucharismetal
 
INTERVISTA
4/2/2006
 
INTERVISTA
16/4/2013
 
 

 

METATRONE
Paradigma
power
2010 - TRP Music
(Italia)
www.metatrone.net

 

La lunga attesa di questo disco era stata smorzata da un annuncio a dir poco suggestivo: i Metatrone avrebbero pubblicato il loro secondo full-length esattamente il 25 dicembre 2010; avete capito bene, un regalo natalizio in piena regola che noi di whitemetal non potevamo assolutamente risparmiarci, ed è così che tra una fetta di panettone e qualche bicchierino di spumante ci siamo accinti a scartare "Paradigma". Ce li ricordavamo per il loro esordio nel 2006 con una pubblicazione in due versioni (italiana e inglese) della stessa release: "The Powerful Hand" e "La Mano Potente"; e ricordavamo pure l'Elements Of Rock 2008, dove furono partecipi di un'esibizione degna di lode! Vediamo quindi a questo punto cosa è cambiato o maturato in questi tre anni di prove-scrittura-registrazioni. Inanzitutto il livello di professionalità dell'artwork, la stampa è molto più limpida ed elaborata rispetto al precedente lavoro dove logo e concept erano più semplici, l'idea della cover non è male e già subito un occhio esperto rimarrà affascinato da come osservando meglio lo sfondo della copertina non si scorga l'immagine della sacra sindone (vi ho rovinato la sorpresa eh?, dai non prendetevela per così poco).

Ma vediamo a questo punto se la professionalità annunciata dalla copertina rispecchia il livello qualitativo dell'album, e concentriamoci intanto sulla qualità audio a mio avviso ottima, i suoni tirati fuori sono degni delle produzioni di stampo Nuclear Blast o chissà chi, suoni potenti e chiari ben bilanciati tra loro (la batteria suona talmente precisa e pulita da lasciare presupporre a triggeramenti, manodopere equalizzatrici o chissà quali spippolamenti da studio) e indubbiamente elaborati, la collaborazione con la TRP ha fatto ampi progressi su quel piano e l'aspettativa di una migliore qualità audio è stata sicuramente premiata, ma passiamo alla musica. La tracklist prevede tredici pezzi con lyrics in prevalenza italiane e di impostazione prettamente cattolica, il power metal inaugurato dai lavori passati si presenta in questa sede arricchito da una ben più marcata componente prog che in ogni caso non prende stilisticamente il sopravvento, i brani sono di costruzione semplice e diretta, non si hanno grosse complicazioni; nominando la parte chitarristica vediamo appunto uno Stefano Calvagno spietato e imponente sulle ritmiche, ma allo stesso tempo timido e conciso sulle parti soliste, dove non si sbilancia mai in virtuosismi restando sempre nella politica del semplice ma efficace. A differenza sua troviamo un Davide Bruno (diventato don Davide dopo aver acquisito come sapevamo da tempo la carica sacerdotale) impetuoso sui tasti delle keyboards, il suo lavoro è impeccabile innanzitutto da un punto di vista tecnico, ma non vanno tralasciate neppure la scelta dei suoni e il senso melodico che sanno il fatto loro. E' la tastiera quindi la vera egemone della scena solista, mentre la chitarra ricopre più un ruolo ritmico, questa caratteristica evidenzierà i canoni compositivi del disco determinando anche quello che sembra essere un marchio di fabbrica di casa Metatrone: poche complicazioni e molta sintesi per quello che riguarda il songwriting, i pezzi non si perdono in ripetizioni o lunghe parti strumentali, ma vanno dritti al sodo (basta vedere il minutaggio dei pezzi che non supera quasi mai i quattro minuti) valorizzando anche quello che è a mio avviso un punto chiave del disco; stiamo parlando dell'infallibile ugola d'oro Joe Lombardo, non avevo dubbi riguardo a quello che poteva fare in questo disco, ma è riuscito a sbalordirmi lo stesso, non si parla difatti solo di un'estensione da paura, ma anche di una potenza devastante che sa mischiarsi talvolta alla dolcezza epica e talvolta alla rudezza heavy di un cantante power metal completo sotto tutti i punti di vista; la sezione ritmica composta da Tony Zappa (batteria) e Virgilio Ragazzi (basso) sa allo stesso modo il fatto suo e non pecca né di presunzione, né tantomeno di carenze tecniche.

Credo apre in maniera fiera e spavalda, seguita da quella Uomo che potrebbe essere una hit da classifica per il suo refrain combattivo e orecchiabile; come nel vecchio disco avevamo I colori del sole, adesso abbiamo Eterno amore, ovvero quel pezzo pop (suonato con strumenti metal) che fa da altro marchio di fabbrica dei Metatrone. Proseguiamo con la più epica e passionale Padre che risalta per l'intenso refrain e le ottime linee del ritornello, a seguire la veloce In spe resurrectionis (dove un basso prepotente e alcuni growl del tastierista Davide arricchiscono il pezzo di un'anima più thrash) e la bellissima Rinascere, punto forza fondamentale per il disco. Santi e beati è una di quelle ballad immense che ti scuotono con la loro dolcezza e magia (il testo si sposa poi a meraviglia con quello che trasmette la canzone) ed è sbalorditivo ciò che il singer arriva a fare sul finale, passando da acuti devastanti a soavi vocalizzi come niente; eccezionale. A proseguire troviamo Cuore di donna, bellissimo pezzo malinconico forte di sonorità nord-europee, la trionfante Sanctus 3 cantata in latino, e Passione, uno strumentale power-dreamtheateriano suonato appunto con tecnica passionale. Chiudono il disco la mediocre Stay, Hombre e Reborn in Christ (rispettivamente le versioni in spagnolo di Uomo e in inglese di Rinascere).

"Paradigma" è un lavoro abbastanza completo, che comunque non sbilancia gli equilibri che finora conoscevamo di questa band; si ha da una parte la solidificazione dei metodi strutturali-compositivi, ma allo stesso tempo un'evoluzione verso sonorità più dure e aperture melodiche più incisive e scioccanti. Sicuramente è una fase di ampia ispirazione per questa band che merita sicuramente successo e opportunità di mostrare in giro le proprie valide qualità.

Francesco Romeggini

VOTO

80


 


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