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Finalmente la
scena metal cristiana made in Italy sta cominciando a farsi valere e a
far sentire la sua voce: non solo Getsemani, Doomenicus,
Magnifiqat, Dusk e Boarders, ora ad infoltirla ci
pensano anche i Metatrone, gruppo siciliano che propone un power
impreziosito da partiture heavy (sulla scia dei Labyrinth e dei
primi Vision Divine) e prog (rimandi ai Queensr˙che
e ai Fates Warning), con qualche accenno AOR.
L’album di questi cinque talentuosi musicisti, "The
Powerful Hand" (composto originariamente in lingua italiana e dal
titolo "La Mano Potente"), è stato coprodotto dal Seminario di
Catania e poi distribuito dalla Scarlet Records che ha evidentemente
intuito il valore di questa opera prima, un vero e proprio gioiellino
del genere. I Metatrone hanno fatto centro al primo colpo con un
disco davvero sorprendente per essere solo un debut: solida ritmica,
belle e accattivanti melodie, buoni inserti corali e acustici,
orchestrazioni sinfoniche, una pulita esecuzione strumentale e dulcis
in fundo la sorprendente prova del cantante Jo Lombardo che mi ha
colpito piacevolmente sin dal primo ascolto: impeccabile nelle parti più
acute come in quelle in cui c’è da tirare fuori tutta la grinta. I
testi, scritti dal tastierista Davide Bruno e da Stefano Calcagno, sono
tratti da diversi brani delle Sacre Scritture e testimoniano come Dio
sia in ogni momento presente e vicino a noi, una vera Roccia di speranza
e salvezza, sempre pronto a porgerci la Sua mano. L’album è anche, come
ci ricorda la bella cover, l’ennesima prova che il metal può
tranquillamente esprimere e cantare l’amore verso il nostro Salvatore.
Il disco (una quarantina di minuti, divisi in 10 brani) si
apre con un antico canto gregoriano, Veni Creator Spirirus,
un’evocativa ed epicamente martellante invocazione al Nostro Signore. A
The best way, brano alquanto sparato con la batteria a
tenerne il ritmo, segue One in a million, condita da
ridondanti orchestrazioni, ottimi inserti tastieristici, da un assolo
accattivante e da un refrain ben costruito che mi ha portato alla mente
gli Angra: ed è proprio qui che Lombardo raggiunge la sua prova
più convincente, veramente da brividi. Si ritorna alle ritmiche più
veloci con Free and forever e con Mirror city train,
suonati col piede sull’acceleratore, intramezzati da The song
begins, brano maggiormente riflessivo e ritmato farcito di
partiture prog in cui colpisce il duetto chitarra-tastiere nella parte
centrale, e da The Rock, dall’incedere alquanto cadenzato
in cui nel refrain la fa da padrona un coretto tipicamente AOR. Ci
avviciniamo alla conclusione con War is pain again,
dall’ottimo fraseggio chitarristico, con un finale in crescendo che
culmina con un prolungato acuto di Lombardo. Siamo sempre su alti
livelli con l’incalzante The Prince, 5 minuti di grande
impatto e con la dolce e solare Not afraid. Il disco si
chiude con un Ave Maria in latino, solo voce e chitarra
acustica, che ci abbraccia soavemente.
Con "The Powerful Hand" diamo il benvenuto ai
Metatrone nella scena metal cristiana supportandoli e
augurandogli tutto il bene possibile per il futuro.
Il disco, di
pregevole stampo e dalle belle ed intense liriche,
non potrà non
travolgervi con la sua passione e carica emotiva.
Ilaria Ricci |