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I mewithoutYou sono
uno di quei gruppi che inizialmente nessuno conosce, ma che poi riescono
ad avere una fanbase enorme in poco tempo. Per quanto riguarda i nostri,
un po’ questo è dovuto alla loro feroce partecipazione al Cornerstone,
il più grande festival di musica white in tutto il mondo, ed anche ad un
po’ alla pubblicità da parte di MtvU (l’Mtv per la musica artistica),
che li ha premiati come artisti più originali. Con ormai due album ed un
Ep in repertorio (di cui "Catch For Us, The Foxes" è il
capolavoro assoluto), nel 2006 escono con il loro primo Cd di successo
mainstream, "Brother, Sister". Con questo lavoro il gruppo fa
qualche passo di allontanamento dal disco precedente, "Catch For Us,
The Foxes", utilizzando un sound più accessibile, ma pur sempre
aggressivo. Ma anche se il sound è cambiato, il resto rimane lo stesso:
arrangiamenti spettacolari e testi poetici ed esplicitamente cristiani;
in merito alle lyrics, questo album può essere preso come un concept,
dato che, come anche il titolo insinua, si basa molto sugli insegnamenti
di San Francesco d’Assisi.
Apre leggera la prima parte dell’album Messes of men, che
poi esplode in un andante melodrammatico incentivato dalle vocals
esasperate di Aaron Weiss. Già notiamo le differenze tra questo album e
quelli precedenti: innanzitutto la chitarra elettrica non sovrasta
l’opera ma l’adorna, e il tutto è molto rilassante, tralasciando
l’immediatezza dei primi due lavori. Ma non c’è che dire: è davvero
un’opener coi fiocchi! Senza pause passiamo alla seguente The
dryness of the rain, che oltre a degli arrangiamenti davvero
coinvolgenti, contiene lyrics in sufi (il vocalist è cresciuto in una
casa con un genitore ebreo ed uno islamico) che parlano dei vari nomi di
Dio. Frettolosamente si passa all’esplosiva Wolf I am! (and
shadow), che è forse la song più simile ai loro lavori
precedenti. Bellissime le vocals in sottofondo, e i testi altamente
autocritici ed introspettivi. Noto anche con piacere che il gruppo
continua ad adottare la filosofia di musica purista, in quanto, verso il
secondo verso, notiamo una stonatura bella forte da parte del vocalist,
ma che contribuisce a rendere il pezzo più grezzo e credibile. Si passa
ora a Yellow spider, il primo di tre interludes, che in
poco più di un minuto narra in modo fiabesco e folcloristico i dubbi
dell’uomo. Apre la seconda parte dell’album A glass can only spill
what it contains, che viene introdotta da suoni lievi, per poi
continuare similmente all’opener del loro album precedente,
Torches together, con un ritmo ossessivo da parte del batterista
Rickie Mazzotta. Questa volta però le vocals di Weiss sono meno
aggressive del solito, e sostituiscono il tipico "parlato" con melodie.
Molto bello la solista finale, che conclude il pezzo in modo eccelso.
Com’è tradizione dei mewithoutYou, ogni album deve contenere una
versione ri-elaborata di un pezzo di un album precedente. Questa volta è
capitato a Nice and blue dal debutto "[A>B] Life",
e devo dire che questa versione fa davvero giustizia al pezzo: mentre la
versione del debutto era lenta e depressiva, questa è veloce, intensa e
meglio arrangiata, contenendo le solite caratteristiche sperimentali dei
nostri. Ben più lenta è la prossima The sun and the moon,
con arrangiamenti fantastici, e vocals gravi e monotone. Davvero un
brano irresistibile, come anche le lyrics, che parlano di come a volte
per seguire Dio bisogna uscire dalla scatola, come fecero molti
personaggi Biblici (Daniel broke the king's decree / Peter stepped from
the ship to the sea / There was hope for Job like a cut down tree / I
hope that there's such hope for me). Bellissime le false chiusure
finali, ottime per dare un certo groove al pezzo.
Conclude questa seconda
parte del platter la seconda interlude, Orange spider,
molto simile alla precedente, contenendo la stessa melodia, questa volta
arrangiata con una chitarra acustica, una tromba ed una corale che
sembra essere composta da gente ubriaca (anche Weiss sembra ubriaco dato
che scoppia a ridere a metà pezzo). Apre la terza parte del disco
C-minor, che con melodie ed un riff di chitarra super catchy
riesce a mantenere alto l’interesse dell’ascoltatore fino al suo finale
intenso. Con qualche tonalità folk passiamo a In a market dimly
lit, che in apertura rallenta un po’ l’andatura del disco,
esplodendo però dopo il primo minuto. Ottimo il finale che, con chitarre
stridule ed effetti sonori graffianti, risulta leggermente inquietante.
Notevole la seguente O, porcupine, dove fanno ritorno le
vocals affannate di Weiss ed un bellissimo groove, residuo dal disco
precedente. Si passa all’ultimo interludio, Brownish spider:
questa volta le vocals di Weiss, quasi sussurrate, sono accompagnate da
una bellissima arpa che rende l'episodio molto piacevole e rilassante.
Conclude In a sweater poorly knit, sicuramente uno dei
pezzi migliori del platter, nonché quello con l’arrangiamento più
complesso, con arpe, flauti, fisarmoniche e vari strumenti tipici del
folk. Una delle migliori closer per un album che abbia mai sentito.
Allora, ricapitoliamo: i mewithoutYou si avventurano tra nuove
acque sperimentando un sound tutto nuovo, e la loro formula funziona! Di
sicuro questo album non raggiunge il capolavoro che è stato "Catch
For Us, The Foxes", ma è un ottimo disco che consiglio altamente a
tutti gli amanti di alternative, folk e a chiunque piaccia la musica che
pensa al di fuori della scatola.
Christopher Warman
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