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Gruppo attivo dal 2005, i finlandesi Minea si
presentano come una melodic hard rock band in lingua madre, ma per la
verità il loro è uno stile a tratti hard rock, qualche spruzzata di
heavy, scivolando a volte in un pop troppo popular. Ad ogni modo, pur
realizzando una produzione indipendente sono stati capaci di mettere su
un lavoro molto professionale, sia per quanto riguarda il booklet, sia
per gli arrangiamenti e la produzione che non trascurano il benché
minimo particolare.
Partiamo subito con Sota (La guerra),
un’apertura in grande stile, molto melodic metal anni ’80, dal testo che
incita all’esaltazione del vero vincitore sulla morte, Cristo Gesù. È un
pezzo dalla carica impressionante, nel quale la chitarra di Hannu
Nissinen riesce ad esprimersi in un ottimo solo; fa eco Anna sen
tulla uniin (Lasciate che i bambini vengano), gran bella melodia
un po’ ruffiana, coinvolgente, peccato per la lingua non proprio
semplice; geniale prestazione del vocalist Reijo Tiitinen. Tässä
on tie (Questo è il modo) cambia un po’ il registro finora
utilizzato; in questa song, il binomio batteria-basso funziona: il
batterista Markus Malin, che si è occupato anche del mixer, sostiene a
colpi di cassa, le corde tiratissime di Pekka Nykänen in molti punti non
solo di questa song. La più melodica è la song a seguire, Tulessa
kasvaneet (Il fuoco che cresce), è tutta in downtempo; bella
prova del coro che mantiene alte le note del singer. Trovo di gran
effetto il bridge parlato tra il penultimo ritornello e l’ultimo.
Continuiamo con Suurin on rakkautes (Il più grande Amore),
orientata più verso il pop, che verso il metal; bella la voce del singer
in questo pezzo, ma non possiamo definirlo metallo in senso stretto.
Brano vivace, Ikuisuuteen (Energia), ci fa tornare ai
primi pezzi, per fortuna. Mä ootan sua si allontana
nuovamente dall’hard rock melodico proposto finora; sembra una song più
congeniale a gruppi alternative rock. Molto orecchiabile anche questa e
ben costruita. Suojaan (La protezione) è pura vitalità,
con i suoi azzeccati cambi di ritmo, non annoia anche se siamo giunti
quasi alla fine del lavoro. Giusta è stata la scelta di fare pezzi
brevi, intensi e molto ascoltabili. Valoon (La luce) è di
sicuro una delle più belle song del full-length. Infine, Kallioon
juurtunut (Le radici del rock) è un vero pezzo hard rock,
strepitoso!
Quando l’ho ascoltato per la prima volta, mi sono venuti in
mente decine e decine di gruppi, poiché le somiglianze con band del
passato e del presente sono molte, prima fra tutti quelle con i
connazionali Leverage e i Brother Firetribe (band dove
suona il chitarrista dei Nightwish). Nonostante il livello
compositivo sia superiore alle attese, quello che ci auguriamo è che i
Minea riescano a trovare una strada tutta loro, che li porti a
non assomigliare a nessuno se non a se stessi. Ad ogni modo, è un ottimo
lavoro!
Roberta Cannone |