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MINEA
Sota
hard rock
2009 - Self
(Finlandia)
www.myspace.com/minearock

 

Gruppo attivo dal 2005, i finlandesi Minea si presentano come una melodic hard rock band in lingua madre, ma per la verità il loro è uno stile a tratti hard rock, qualche spruzzata di heavy, scivolando a volte in un pop troppo popular. Ad ogni modo, pur realizzando una produzione indipendente sono stati capaci di mettere su un lavoro molto professionale, sia per quanto riguarda il booklet, sia per gli arrangiamenti e la produzione che non trascurano il benché minimo particolare.

Partiamo subito con Sota (La guerra), un’apertura in grande stile, molto melodic metal anni ’80, dal testo che incita all’esaltazione del vero vincitore sulla morte, Cristo Gesù. È un pezzo dalla carica impressionante, nel quale la chitarra di Hannu Nissinen riesce ad esprimersi in un ottimo solo; fa eco Anna sen tulla uniin (Lasciate che i bambini vengano), gran bella melodia un po’ ruffiana, coinvolgente, peccato per la lingua non proprio semplice; geniale prestazione del vocalist Reijo Tiitinen. Tässä on tie (Questo è il modo) cambia un po’ il registro finora utilizzato; in questa song, il binomio batteria-basso funziona: il batterista Markus Malin, che si è occupato anche del mixer, sostiene a colpi di cassa, le corde tiratissime di Pekka Nykänen in molti punti non solo di questa song. La più melodica è la song a seguire, Tulessa kasvaneet (Il fuoco che cresce), è tutta in downtempo; bella prova del coro che mantiene alte le note del singer. Trovo di gran effetto il bridge parlato tra il penultimo ritornello e l’ultimo. Continuiamo con Suurin on rakkautes (Il più grande Amore), orientata più verso il pop, che verso il metal; bella la voce del singer in questo pezzo, ma non possiamo definirlo metallo in senso stretto. Brano vivace, Ikuisuuteen (Energia), ci fa tornare ai primi pezzi, per fortuna. Mä ootan sua si allontana nuovamente dall’hard rock melodico proposto finora; sembra una song più congeniale a gruppi alternative rock. Molto orecchiabile anche questa e ben costruita. Suojaan (La protezione) è pura vitalità, con i suoi azzeccati cambi di ritmo, non annoia anche se siamo giunti quasi alla fine del lavoro. Giusta è stata la scelta di fare pezzi brevi, intensi e molto ascoltabili. Valoon (La luce) è di sicuro una delle più belle song del full-length. Infine, Kallioon juurtunut (Le radici del rock) è un vero pezzo hard rock, strepitoso!

Quando l’ho ascoltato per la prima volta, mi sono venuti in mente decine e decine di gruppi, poiché le somiglianze con band del passato e del presente sono molte, prima fra tutti quelle con i connazionali Leverage e i Brother Firetribe (band dove suona il chitarrista dei Nightwish). Nonostante il livello compositivo sia superiore alle attese, quello che ci auguriamo è che i Minea riescano a trovare una strada tutta loro, che li porti a non assomigliare a nessuno se non a se stessi. Ad ogni modo, è un ottimo lavoro!

Roberta Cannone

VOTO

79

 

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