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Con
"The Mirroring Shadow" i Miseration hanno decisamente
cambiato rotta, abbandonando il melodico stucchevole farcito di tastiere
per addentrarsi in territori rocciosi e sulfurei.
"The Mirroring Shadow"
è un ottimo album, di gran lunga superiore al precedente "Your Demons
- Their Angels" e di molti altri dello stesso genere, che spesso
risultano somigliarsi l'uno con l'altro. Questo disco è diverso:
l'intensità che lo caratterizza fa sì che l'album si gusti dall'inizio
alla fine senza stancare o risultare ripetitivo, ma accendendo
nell'ascoltatore un interesse sempre nuovo, traccia dopo traccia, per 36
minuti circa.
Christian Alvestam ha abbandonato il cantato pulito e ora ha una
carica pazzesca. I musicisti al suo seguito non sono da meno: i nuovi
membri (la formazione, originariamente composta "soltanto" da Christian
Alvestam e Jani Stefanovic, è adesso rinnovata e completa) gli reggono
benissimo la scena con una tecnica davvero degna di nota.
L'album
parte in quarta con l'incisiva tirata di batteria di Dreamdecipher,
la successiva Blueprinted aeon collapse può essere
adottata come traccia rappresentativa di tutto il disco, per l'uso
pienissimo delle voci e degli effetti sonori. Davvero un buon pezzo, in
cui la melodia fa da sfondo ancora una volta per espressioni di violenza
sonora dei cinque.
Lo schema
dei pezzi è più o meno sempre lo stesso, semplice ma efficace, ovvero
strofa dal ritmo incalzante e cambio di tempo nel ritornello
The mirroring shadow, la traccia che dà il titolo al resto
dell'album, appare come un miraggio, una polla d'acqua che sembrava non
potesse comparire davanti ai nostri occhi dopo tanta brutalità. Il riff
spiccatamente sludge, lento, atmosferico, con suoni aperti, contribuisce
a rendere unico questo pezzo, donandogli una profondità e una grazia che
rimangono impresse nell'ascoltatore, condizionandone l'ascolto del resto
dell'album.
Molto
buona anche Sulphury sun, che ritorna a sollevare
l'attenzione come i primi pezzi, e infine Theca, l'ultima
track: ottimo pezzo, che riesce benissimo a mescolare una melodia oscura
con suoni moderni senza nulla togliere alla brutalità, chiudendo in
bellezza questo
"The Mirroring Shadow".
Direi che
i nostri hanno dato il meglio in questo lavoro, regalandoci dell'ottimo
death melodico che riesce a entusiasmare e che non stancherà facilmente
neanche gli appassionati del death più classico e brutale.
Sara Passannanti
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