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MISERATION
The Mirroring Shadow
 
 

 

MISERATION
Your Demons - Their Angels
melodic death
2007 - Rivel Records
(Svezia)
www.myspace.com/miseration

 

Sappiamo ormai più o meno tutto dello Jani Stefanovic musicista e della sua travolgente prolificità compositiva avendone diffusamente trattato recensendo alcuni suoi celebri progetti quali Divinefire ed Essence Of Sorrow; ulteriore prologo è quindi qui omesso, andiamo così immediatamente a trattare di questa sua ultima creatura, i Miseration. Dopo una lunga parentesi melodic oriented Jani torna al suo grande amore che è l'estremo, ed i Miseration estremi sono nel loro death roboante e saturo arricchito di reiterate partiture melodiche che nulla tolgono alla brutalità delle scritture dei pezzi. Jani si occupa di tutta la strumentazione, in cui spicca un violento e chirurgico drumming triggerato: le parti vocali sono affidate a Christian Alvesta (Scar Symmetry, Incapacity, ecc) autore di una prova superata non tanto per presenza scenica quanto invece per varietà tonale. Hypocrisy, Children Of Bodom, At The Gates, Fear Factory e chi più ne ha più ne metta, com'è ovvio che sia non essendo death metal composto su Marte, sono influenze che si possono vedere in vari gradi mutuate, citate e presenti, ma il vero rapporto di paragone del sound va fatto con un'altra celebre white band, i grandiosi finnici Renascent, non a caso combo di cui Stefanovic percuoteva le pelli prima di abbandonarlo per dedicarsi a progetti propri; e ancora non di certo a caso guest di "Your Demons - Their Angels" è, oltre all'axeman Patrik Gardberg all'opera in diversi assoli (anche nei Divinefire), il singer Barry Haldan, sì, proprio il frontman del debut full-length dei Renascent, l'eruttivo "Through Darkness".

Scorrendo la tracklist l'uno-due Thrones e Perfection destroyed, elaborata ed eclettica ritmicamente la prima, feroce ed armonizzata la seconda, è già quanto di meglio possiamo trovare nel platter. Da rimarcare nel secondo brano l'insistita presenza di parapolifonie clean di trade-mark emo, di lì in poi riproposte in molte altre composizioni. La turbinosa Seven are the sins diviene pienamente Renascent style alla presenza di tastiere sinfoniche: nel rallentamento che ne segue l'atmosfera nervosa è espressa in un sussurrato ringhiante. In World lethality si notano oltre al synth dark ambient alcuni passaggi bruschi; i down tempo enfatici di The end designed non vanno a segno. Molto clean emo ed un poco di confusione nei break propulsivi per Chain-work soul, ricchissima di cambi di tempo è Noctivagant. Mera Renascent song emerge essere Foul invective, chiusa aulica per l'oscura e patetica ottima Scattering the fewProduzione eccellente per quel che concerne il suono anche se in diversi frangenti convulsi rimane un pizzico impastata, la cover ricorda moltissimo più che il death metal gli Iced Earth (power) e poco riflette dunque la profonda oscurità delle appassionanti e savie liriche, incentrate su una sconsolata evidenza della condanna del mondo gettatosi in toto nelle mani corruttrici (Corruption taking the place of justice / mockers of believers faith / This mental scar forever engraved / human values are degrading / a premonition, for the failure. / Under subjection of fallen one / blasphemy, depravity / complete, denial of Christ / Your twisted personality / senseless is your reality / Evidence of abominations) dell'antico nemico che seduce per mezzo delle sue schiere infernali, contro le quali supportano i troni angelici (cfr. Thrones). Nel mondo il peccato impera sotto ramificate forme (Seven are the sins), la società è sull'orlo dell'autodistruzione con la perversione umana che arriva fino ad usare Dio per giustificare il proprio odio (You mortal fools, blinded by faith, turning the message of love into hate / Paradise will not be reached, by taking a life / Hear these words: / There is no release by suicide. / I can not relate, by their faith / Acts of hate, in the name of God). La sentenza finale dell'ultima track è senza appello: "Obsolate behaviour, in the name of science / emptiness feeding their souls. / The fall of man is now at hand".

"Your Demons - Their Angels" è sicuramente un buon disco, e come tale, se non di più, è stato accolto dalla critica mondiale evidentemente poco a conoscenza del background del mastermind: in realtà questo album risulta l'opera meno ispirata che Stefanovic abbia finora plasmato; identico ai Renascent, ne risulta tuttavia copia sbiadita in quanto meno articolata, sontuosa e coinvolgente del citato act al quale, pur - ribadisco - ricalcandolo per la gran parte, resta piuttosto dietro nel complesso compositivo e di mood. Stefanovic sta compiendo gesta leggendarie nella diffusione del christian metal, ma a tal punto, anche per non compromettere quanto di buono ha finora seminato, io consiglierei una (meritatissima) pausa di riflessione volta ad ideare qualcosa di nuovo e diverso, e questo perché dai Miseration ho avuto la netta impressione che lo Stefanovic-sound abbia oramai già dato il meglio di sé. In attesa di futuri sviluppi rispetto assoluto per questo strepitoso artista cristiano.

Vaake

VOTO

76

 

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