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MISERY CHASTAIN
Awaiting The End   (Ep)
deathcore
2009 - Self
(USA)
www.myspace.com/miserychastainmetal

 

Seth Kimbrough! I Misery Chastain emanano empatico consenso già per il sol fatto di averci riproposto il leggendario singer dei Mortal Treason, moniker cult in ambito metalcore, non solo necessariamente white, scioltosi purtroppo dopo il secondo full. Si sarebbe potuto supporre che Kimbrough non sarebbe mai risalito sul proscenio con un progetto di bassa caratura, e quindi questi Misery Chastain dovrebbero, di conseguenza, sapere il fatto loro: "Awaiting The End", vero debut dell'act dopo il demo bitraccia "Rurnt", non delegittima alcuna aspettativa, anzi, pur essendo lavoro autoprodotto di soli 25 minuti, poga via senza troppo sudore almeno tre quarti della scena deathcore attuale.

Le atmosfere plumbee sono il trademark dei primi brani, impresse nell'opera già dall'Intro strumentale, cui segue la nerboruta sismica title-track Awaiting the end, tra growl cavernosi, assoli strozzati e trivellamenti di doppia cassa. E' un mid tempo roboante a stendere il tappeto rosso per la iridescente composizione di Recipe for destruction, con staffilate death/thrash ma anche breakdown tenebrosi. Dosi imponenti di oscurità per il deathcore della strutturata The unseen, scritturalmente l'episodio più rimarchevole del Mini, chiuso da un pestaggio thrash-blackcore di quelli che vanno medicati. Di qui il Cd svolta improvviso verso lo swedecore, cambia così il riffing come pure la tonalità dell'orizzonte; mood melodici e screamati prevalenti in Mourning a dying world, varie ritmiche e umori si alternano invece nella riuscita Behold the Beast. Punto d'incontro tra la prima e la seconda parte del platter è la conclusiva Innocence to ashes, dato che le fonde entrambe, addizionando solennità sia in up che in down tempo.

"In a cold and lonely world. We face death everyday. / From the womb to the grave we are destined to face hard times. / There's only two roads. One we can choose. Which shall it be? / [...] We all know that from death we were born. / And to death we shall return. / Can we not show compassion? Can we just open our eyes? / There is still time to change. Before we die. / Let's make things right. There is a God. There's more to this". Liriche esistenzialistico-escatologiche di livello per un Cd di impatto, nell'esordio di una band che potrebbe in avvenire recitare un ruolo guida della scena core cristiana.

Vaake

VOTO

85

 

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