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Come giustificare l'esistenza del "christian gore"?
Cosa replicano i musicisti che vi si dedicano a quanti sostengono che
tali ben note tematiche da voltastomaco non possono in alcun modo
armonizzarsi col messaggio cristiano? Il Morbid Sacrifice
pensiero su tale diatriba è questo: "Our message
is Christianity however we wanted to reach the people into more of the
gore metal/grind scene. The cover doesn't represent anything
non-Christian. Death is part of Life. Life and Death are part of Christ.
If we offend anyone good. The point is to make people think maybe out of
their box a little bit". Il riferimento era alla cover censurata
dalla label, che potete tuttavia vedere sul loro MySpace. Band statunitense assemblatasi nel 1995 sulla
scia stilistica di act quali Cannibal Corpse, Crimson Thorn e Mordid Angel,
i nostri suonarono live per un abbondante lustro il proprio materiale,
che racchiusero infine nel debut del 2002: fu questo un demo che circolò
praticamente solo nella ristretta cerchia di amici, in attesa della
firma con una etichetta, la quale però per giungere - e toccò alla
cristiana Open Grave - impiegò ben quattro
anni. Nel frattempo il combo si era sciolto, così ora possiamo goderci
"Severed Death" avvolti da un sottile velo di tristezza al pensiero
che questo che abbiamo tra le mani è un unicum sterile.
La produzione del lavoro
vanta un ottimo suono, il sound è una miscela di death morboso, barlumi
di speranza nelle partiture death 'n roll, e travolgenti eruzioni grind.
Buonissimo è il deep growl gutturale di Chris Auman, al pari del
drumming di Tom Klinesmith; a convincere meno è il lavoro solistico,
alterno e a volte approssimativo, ma il punto interrogativo principale
concerne il songwriting: nel voler intestardirsi a ricercare soluzioni
innovative i Morbid Sacrifice cadono spesso nell'errore di
perdere di vista l'anima del pezzo, il quale risulta troppe volte un
eterogeneo ensemble di bei spunti, ma privi di un evidente filo
conduttore: ciò anche perchè è fin troppo frequente che i bridge non
siano all'altezza del corpo della song. E questo è un peccato dato che
il disco è a tratti travolgente e da selvaggio headbanging.
Atmosfere e cadenze sono il preludio all'assalto grind nell'opener
The offering, nella quale già compare esplicita una tendenza
del lavoro complessivo di lead guitar, ossia un infatuamento per le
sonorità arabeggianti che andranno a caratterizzare i momenti più epici
del disco. Buried alive è un pezzo black oriented
alternato ad inserti death 'n roll più solari, il cantato è in screaming
ma, va detto, di qualità piuttosto modesta. Terza traccia è
Humping the dead, 33 secondi di roboante e seminale grind, con
stop and go e denotazioni finali. Segue Misogynicide che
miscela ed alterna ancora una volta furie estreme con rilassamenti più empatici,
ed in ciò innesta anche, in un paio di riprese, una partitura
atmosferica melanconica e sognante, dal grande appeal. Fastosa è la title-track, zoppicante
nell'intreccio di doppia voce, superba nel blastbeat finale;
Divinely exhumed è il capitolo più epico, Whom I serve
è thrash-oriented. Epilogo affidato alla granitica ed oscura
Deliverance of the Beast, che riporta anche scene auditive di un
omicidio a sfondo esoterico.
Un buon lavoro che però fa rimanere con un pò di
amaro in bocca proprio per la lampante evidenza che sarebbe potuto
essere molto migliore. E l'asprezza gustativa si impenna ancor più al
pensiero che, come dicevamo sopra, "Severed
Death" non avrà mai un erede in cui sarebbero potuti essere smussati
quegli spigoli che avrebbero reso quello che è un più che discreto disco,
un eccellente Cd.
Vaake
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