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MORBID SACRIFICE
Severed Death
gore
2002 - Self / 2006 - Open Grave Records
(USA)
www.myspace.com/officialmorbidsacrifice

 

Come giustificare l'esistenza del "christian gore"? Cosa replicano i musicisti che vi si dedicano a quanti sostengono che tali ben note tematiche da voltastomaco non possono in alcun modo armonizzarsi col messaggio cristiano? Il Morbid Sacrifice pensiero su tale diatriba è questo: "Our message is Christianity however we wanted to reach the people into more of the gore metal/grind scene. The cover doesn't represent anything non-Christian. Death is part of Life. Life and Death are part of Christ. If we offend anyone good. The point is to make people think maybe out of their box a little bit". Il riferimento era alla cover censurata dalla label, che potete tuttavia vedere sul loro MySpace. Band statunitense assemblatasi nel 1995 sulla scia stilistica di act quali Cannibal Corpse, Crimson Thorn e Mordid Angel, i nostri suonarono live per un abbondante lustro il proprio materiale, che racchiusero infine nel debut del 2002: fu questo un demo che circolò praticamente solo nella ristretta cerchia di amici, in attesa della firma con una etichetta, la quale però per giungere - e toccò alla cristiana Open Grave - impiegò ben quattro anni. Nel frattempo il combo si era sciolto, così ora possiamo goderci "Severed Death" avvolti da un sottile velo di tristezza al pensiero che questo che abbiamo tra le mani è un unicum sterile.

La produzione del lavoro vanta un ottimo suono, il sound è una miscela di death morboso, barlumi di speranza nelle partiture death 'n roll, e travolgenti eruzioni grind. Buonissimo è il deep growl gutturale di Chris Auman, al pari del drumming di Tom Klinesmith; a convincere meno è il lavoro solistico, alterno e a volte approssimativo, ma il punto interrogativo principale concerne il songwriting: nel voler intestardirsi a ricercare soluzioni innovative i Morbid Sacrifice cadono spesso nell'errore di perdere di vista l'anima del pezzo, il quale risulta troppe volte un eterogeneo ensemble di bei spunti, ma privi di un evidente filo conduttore: ciò anche perchè è fin troppo frequente che i bridge non siano all'altezza del corpo della song. E questo è un peccato dato che il disco è a tratti travolgente e da selvaggio headbanging. Atmosfere e cadenze sono il preludio all'assalto grind nell'opener The offering, nella quale già compare esplicita una tendenza del lavoro complessivo di lead guitar, ossia un infatuamento per le sonorità arabeggianti che andranno a caratterizzare i momenti più epici del disco. Buried alive è un pezzo black oriented alternato ad inserti death 'n roll più solari, il cantato è in screaming ma, va detto, di qualità piuttosto modesta. Terza traccia è Humping the dead, 33 secondi di roboante e seminale grind, con stop and go e denotazioni finali. Segue Misogynicide che miscela ed alterna ancora una volta furie estreme con rilassamenti più empatici, ed in ciò innesta anche, in un paio di riprese, una partitura atmosferica melanconica e sognante, dal grande appeal. Fastosa è la title-track, zoppicante nell'intreccio di doppia voce, superba nel blastbeat finale; Divinely exhumed è il capitolo più epico, Whom I serve è thrash-oriented. Epilogo affidato alla granitica ed oscura Deliverance of the Beast, che riporta anche scene auditive di un omicidio a sfondo esoterico.

Un buon lavoro che però fa rimanere con un pò di amaro in bocca proprio per la lampante evidenza che sarebbe potuto essere molto migliore. E l'asprezza gustativa si impenna ancor più al pensiero che, come dicevamo sopra, "Severed Death" non avrà mai un erede in cui sarebbero potuti essere smussati quegli spigoli che avrebbero reso quello che è un più che discreto disco, un eccellente Cd.

Vaake

VOTO

75

 

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