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MORIAH
Where, Death, Is Your Victory?   (Ep)
death
2003 - Self
(Brasile)
www.moriah.cjb.net

 

Viene dal Brasile questo interessante Mini di sei canzoni per 28 minuti, e subito si nota una particolarità, ossia la confezione è priva di back cover ed il bel booklet di quattro pagine in bianco e nero è con il cd non nelle classiche jewel case ma in una custodia stile Dvd a dimensione Cd che dalle nostre parti non avevo mai visto. Curiosità a parte è molto ben fatto il lavoro autoprodotto del terzetto, a partire dalla professionale stampa del cd alla splendida front-cover ispirata ad un dipinto del pittore romantico Dorè che rappresenta Lucifero che precipita dal Cielo e si inabissa negli inferi, passando per la buona produzione e terminando con la notevole proposta musicale e padronanza strumentale di Rodrigo Lopes, il leader, voce, chitarra e tastiere, tutti eseguiti eccellentemente, che si è occupato anche della produzione e della scrittura delle lyrics, spettacolari, delle quali consiglio caldamente la lettura.

"Where, Death, Is Your Victory?" esordisce con un intro (Death is destroyed) in cui tastiere, rintocchi di campane e inserti ambient con accenni orientaleggianti subito stupiscono: proclami in pulito si trasformano improvvisamente in growl, così termina la traccia. Ecco la title-track introdotta da potentissimi riff in cui il cantato (o meglio il parlato) in growl è profondissimo e distorto e si alterna con lo screaming. Melodie dark di tastiere e un gran bel lungo assolo ci accompagnano alla fine. Si arriva così a Blood fall dove il death tasteristico, possente e mid tempo, si alterna a notevoli partiture tastieristiche, al cantato pulito che duetta con lo scream ed un gran assolo sul tappeto sonoro tipicamente doom. His death was brutal: siamo dinanzi al capolavoro dell’album. Fenomenale tastiera, ritmo spinto e maestoso lasciano la scena al basso che ci proietta in un oscuro e sinistro black metal. Ritorna il death imponente e tastieristico, poi di nuovo la furia oscura per poi passare al thrash!, tale nel tonale vocale e nel superassolo. Chiude strumentale un meraviglioso keys work. La successiva Welcome to the true service è più death melodico, con growl meno profondo, piuttosto ben eseguito, ed è chiusa da evocativi oscuri accenni generati dalla sapiente keyboard.

Degno finale di questo inattesissimo bell’Ep è una bonus track di cui non sappiamo il titolo dove il death melodico è black-oriented e dove ben inseriti sono riff epicheggianti e momenti dark-epici. Nell'attesa e nella speranza di un full-length godiamoci questo gran bel lavoro.

Vaake

VOTO

80

 

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