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MORTAL TREASON
Sunrise Over A Sea Of Blood
 
 

 

MORTAL TREASON
A Call To The Martyrs
deathcore
2004 - Flicker Records
(USA)
www.myspace.com/mortaltreason

 

"A Call To The Martyrs" è il primo lavoro della band proveniente dall'Alabama, i Mortal Treason, gruppo scioltosi nel 2006 dopo due sole produzioni, anche se entrambe di ottima qualità. Il disco in questione appartiene a quel filone del metalcore che aggiunge al tradizionale sound quello tipico del death allo stato puro. Insomma, abbiamo tra le mani un platter deathcore senza compromessi, come lo sono anche le lyrics; già, perché, a differenza della stragrande maggioranza dei testi di band metalcore, sfumati, vaghi e trattanti soprattutto tematiche riguardanti problemi sociali (visti sempre in chiave cristiana), i nostri hanno deciso di utilizzare tematiche esplicite di lode verso il Signore e della piena sottomissione alla Sua volontà.

Ma non perdiamo altro tempo in chiacchiere e lanciamoci subito all'ascolto di Khampa nomads che esordisce con un possente growl accompagnato da ottimi arrangiamenti strumentali; il vocalist Kimbrough passa ad alternare growl e scream per rendere il tutto più coinvolgente e vario. Addirittura all'interno di questa pura violenza trova posto anche uno splendido intermezzo melodico composto da riff d'acustica e voce in clean. Non i soliti coretti che spesso vengono usati e abusati da band metalcore, ma il passaggio quasi netto tra la violenza e la calma, passaggio che si può vedere anche nelle lyrics, che sottolineano la volontà di lasciarsi prendere da Dio e essere liberati dal dolore che ci affligge vivendo in questo mondo (Daddy where are you? / Purify me Lord. Take my pain away / Cover me in your precious blood). È presente anche un richiamo alla morte di Gesù Cristo, che con il suo sacrificio ci permette di ricevere l'amore di Dio: "One must die to see life / One must sacrifice his life to save his tribe / With my blood and my pain, / you will be saved from death". Passiamo a Walk thru the woods, che a differenza della seconda esordisce con un riff lento e malinconico e passa poi alla violenza pura; splendido il refrain cantato in clean che anche stavolta contiene la richiesta a Dio di salvare la propria anima (Forever is so long to have to wait. / Now I'm taking back my life / I'm a warrior of life / Who will save your soul?); anche in questo caso il protagonista indiscusso è Gesù: "Christ, he will save your soul". È il turno di War within, ottimo pezzo per quanto riguarda sia i possenti riff di chitarra sia per i fill di batteria martellanti, grazie anche a un utilizzo magistrale del doppio pedale. Come ormai solito, il vocalist alterna parti in growl nei momenti in cui il sound è più vicino al death, e parti in uno screaming veloce e disperato quando le caratteristiche degli arrangiamenti strumentali sono tipiche del metalcore/hardcore. E ora la title-track, un pezzo che da solo potrebbe valere quanto un intero disco, in una parola: mitica. Già, è un pezzo veramente mitico, partendo dall'intro deathcore veloce e potente, per continuare dopo circa un minuto con partiture più orientate sul death, con Kimbrough che urla in continuazione "HAIL JESUS HAIL CHRIST", una frase breve ma che racchiude in sé tutta quella che è la piena adorazione di Gesù, protagonista delle lyrics di questo platter; segue un breve breakdown in stile Becoming The Archetype e poi si ricomincia a urlare: "Blood covered sight / Open my eyes". Davvero splendide anche le altre parti della song, come anche i testi, che riguardano sempre l'amore dei credenti verso Gesù (My heart is open. I can hear you calling my name / Live for the Lord and you will see the truth eternally), e che non hanno bisogno di alcuna spiegazione. È davvero molto bello vedere l'accostamento tra la violenza della musica e le urla disperate dei fedeli che sanno di essere deboli e hanno bisogno di sentire la presenza di Dio per poter andare oltre i problemi della vita e "vedere la Verità".

Ora fermiamoci ad ascoltare Feed on the weak: una bellissima traccia orientata più sul metalcore (quello old-school, intendiamoci), caratterizzata da veloci riff core accompagnati da pesanti stacchi di batteria. Come in quasi tutte le band che seguono la prima ondata di metalcore, anche nei Mortal Treason è facile notare come siano praticamente assenti gli assoli, in quanto sono i riff a farla da padroni, riff che tra l'altro sono perfettamente armonizzati tra loro, e a un primo ascolto è praticamente impossibile distinguerli. Anche in questo caso troviamo un ottimo intermezzo melodico con riff d'acustica e cantato in clean. Come nelle precedenti tracce la tematica principale è la piena adorazione di Dio, in questo caso portata in un modo ancora più esaltante, a sottolineare che Lui è l'Unica Cosa veramente importante nella nostra vita: "Fight for Christ. He is all I have / I will stand for my King / I'll praise Him every day". Proseguiamo il nostro ascolto e arriviamo a Bridest last kiss, death/black oriented, caratterizzata soprattutto da riff pesanti ma lenti e cadenzati, accompagnati dai fill che rendono l'atmosfera cupa e malinconica, preparandoci allo stacco melodico, lento e riflessivo; simile a questa è la successiva Beneath the shadows, che però anche nelle parti ritmiche è maggiormente orientata verso la melodia, pur non contenendo alcun intermezzo puramente melodico; sul finale prende una piega più aggressiva e core-oriented, in quanto lo stile dei riff cambia radicalmente e aumenta in modo vistoso l'utilizzo della pedaliera nei fill. Analizzando le lyrics anche qui il tema centrale è sempre l'amore pieno verso Dio: "I love You, You are my all. / Now You are all I need in this life. / I feel Your love). Chiudono questo splendido disco Todd e l'hidden-track: la prima una sferzata di violenza deathcore allo stato puro, la seconda tutto l'opposto: riff d'acustica, organo in sottofondo e voce in clean, aggiungendo i testi quasi vengono le lacrime ad ascoltare ciò che è veramente importante per un cristiano, non perdere mai la Fede: "No matter what your situation is, / Just reach your arms up and just call out on him: / He'll always be there".

In conclusione, ci troviamo davanti a un autentico capolavoro, capace di trasmettere tantissime emozioni ogni volta che viene ascoltato; poi all'aspetto puramente tecnico-stilistico si aggiungono dei testi fantastici, in grado di dare delle sensazioni uniche durante l'ascolto, sia che si tratti di una parte violenta ed esaltante, sia che si tratti di una lenta e malinconica. Insomma, un disco da non perdere assolutamente, è talmente così pieno di sfaccettature da rendere impossibile una valutazione attenta solo dopo qualche ascolto: anche se può sembrare che dopo un po' perda fascino non lasciamoci ingannare dalle apparenze, perchè potremmo correre il rischio di sottovalutare quello che è un autentico spettacolo. Perciò anche voi come i Mortal Treason cercate l'amore di Dio mentre ascoltate questo platter e lasciatevi trasportare dimenticando, almeno per un poco, i problemi del mondo. Dio ha sempre una soluzione.

Francesco Pellegrino

VOTO

92

 

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