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Ebbene è proprio con questo album che ha cominciato
l'ormai storica band death metal capeggiata dal carismatico Steve Rowe,
stiamo parlando di "Break The Curse", l'album di debutto della
band più significativa del death metal cristiano. Il cd propone un death
metal non pesante ma aggressivo, con voce molto graffiata e riff
abbastanza cattivi, che caratterizzano quello che è il primo disco in
assoluto del death/white metal.
Il cd comincia con Blood sacrifice, pezzo non
eccessivamente veloce ma deciso, con ritmi alternati (lento-veloce),
chitarra e basso che ricordano ritmiche thrash e voce "growl" molto
graffiata (non scream, ma non molto differente); le lyrics parlano del
sacrificio di Gesù mediante il quale abbiamo ricevuto salvezza, e
sottolineano le sofferenze e la pena che Cristo ha passato per amore
nostro: "Blood sacrifice, He died instead / Blood sacrifice, for all of
us He bled, / Blood sacrifice, salvation in Him". Tra un cantato e
l'altro si inseriscono bene i soli di chitarra molto effettati (presenti
non solo in questo pezzo). Finita la prima traccia si passa a
Brutal warfare, forse uno dei pezzi cult di questo cd, ovvero
una cavalcata molto violenta con ritmica aggressiva e lyrics che
raffigurano una guerra spirituale tra la Chiesa (e quindi Dio) e Satana.
Brano molto riuscito e particolarmente interessante per le parti di
basso soliste e cambi lievi di velocità tra ritornello e strofa. Si
prosegue con Impulsation e Turn; la seconda
song in particolare è da evidenziare per la sua durata (ovvero 57
secondi), la sua interessante intro con assolo di basso, il suo
esorbitante riff veloce, e il suo testo che incita alla conversione al
cristianesimo: "Death, hell, torment, suffering, / Will overcome you
unless you turn to Christ. / Pain anguish, endless aestruction, / Will
overcome you unless you turn to Him".
La sesta track è quella che dà il nome al cd,
Break the curse; efficiente l'entrata di basso con successiva
aggiunta di chitarra e batteria, che evidenziano un brano abbastanza
veloce e riuscito dal mio punto di vista. Le lyrics parlano di rompere
le maledizioni affidandosi a Cristo Gesù. Seguono Illusion of life
e Your last breath, altri due pezzi abbastanza
interessanti, per arrivare alla nona traccia: Journey of
reconciliation. Intro di chitarra e ingresso molto lento, con
cambi di tempo (ormai molto frequenti in questo disco). Dulcis in fundo
si arriva all'ultimo pezzo, la mitica The majestic infiltration of
order, riff di chitarra velocissimo, con successivi e
altrettanti veloci batteria e basso, che accompagnano un ritornello che
ripete otto volte la stessa frase, "God rulz"; trovata eccezionale per
concludere questo disco che ha segnato la storia del white metal.
Francesco Romeggini
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