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MORTIFICATION
Relentless
thrash
2002 - Rowe Productions
(Australia)
www.myspace.com/mortification1 - www.mortification.de

 

Siamo nel 2002, anno dell'uscita di "Relentless", undicesimo lavoro di una band il cui impeto è in parte mutato nel corso degli anni; i Mortification infatti, presentandosi in principio come death metal band, hanno cambiato diverse volte stile musicale nella loro storia, passando dal death più classico al brutal, dal thrash al thrash-death, al death melodico ancora. In questo album non mancano gli sperimentalismi heavy-power, ma la base rimane comunque un thrash solido con voce tendente al death metal; riff energici, assoli di chitarre potenziati, strumentali eseguiti con efficacia da due chitarre puramente heavy e tempi non generalmente veloci ma non esenti di blastbeats e raddoppiamenti ritmici.

Il Cd è eseguito dalla perenne colonna portante della band ovvero Steve Rowe al basso e alla voce, Jeff Lewis e Mick Jelinic alle due chitarre e il veterano Adam Zaffarese alla batteria; quartetto che regge tredici canzoni con evidente professionalità e bravura tecnica. I brani che più risaltano all'ascolto dell'Lp sono: l'iniziale cavalcata thrash Web of fire che, preceduta da una intro sinfonica (di nome e di fatto), apre il Cd con potenza; God shape void che tra giri power e heavy rimane la più melodic-oriented; l'apocalittica Altar of God la quale attraversa cambi lento-veloce arrivando al blastbeat, ed evolvendosi dinamicamente e orecchiabilmente; e la brutale Apocalyptic terror che si presenta come l'unico brano puramente brutal-death, costruita su un tempo veloce e su giri armonici violenti e pesanti. Non mancano nel disco le idee originali, tipo introduzioni studiate, parti soliste di basso o di batteria, che danno groove e dinamismo ai pezzi; per il resto, si sente la mano di Steve Rowe, giri melodici ripetuti un po' troppo, ma comunque determinazione e idee musicali convincenti. Particolare attenzione merita la copertina del Cd, nella quale è raffigurato un carro armato rappresentante Dio (cosa intuibile anche dai simboli raffigurativi sopra, come la croce stampata sulla testa, oppure il calice e il pane raffigurati sopra uno scudo) che avanza tra le nuvole con possenza; tematica ripresa anche nelle lyrics: "Cursed by evil, cursed by our own / try to stop us, but we won't go / better than all of, the red necks together / we will fight on, despite their stupor/...God's way!!!).

Il nome della band non vi illuda di aspettarvi del death metal puro, ma un pentolone con dentro death-heavy-thrash-power e addirittura parti doom (Sorrow); in teoria il Cd soddisfa abbastanza un po' tutti i gusti, ma in pratica è comunque sempre preferibile farne una meglio che tante peggio, cioè in questo caso meglio indirizzarsi su un genere specifico eseguendolo bene, che cercare di mescolarne troppi rischiando di eseguirli male, rischiando di disperdere così il proprio pubblico.

Francesco Romeggini

VOTO

68

 

 

 

 

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