Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
MORTIFICATION
Break The Curse
 
MORTIFICATION
Post Momentary Affliction
 
MORTIFICATION
Primitive Rhythm Machine
 
MORTIFICATION
EnVision EvAngeline
 
MORTIFICATION
Triumph Of Mercy
 
MORTIFICATION
Relentless
 
MORTIFICATION
Brain Cleaner
 
MORTIFICATION
Erasing The Goblin
 
MORTIFICATION
The Evil Addiction Destroying Machine
 
 

 

MORTIFICATION
Scrolls Of The Megilloth
brutal
1992 - Nuclear Blast
(Australia)
www.myspace.com/mortification1 - www.mortification.de

 

Siamo nel 1992 e i Mortification sono al loro terzo cd, quello che sarà da molti considerato il loro capolavoro. L’album inizia con il brano Nocturnal, appena facciamo partire la track sentiamo dei rumori e suoni che appartengono alla natura: scrosci d’acqua, versi d’animali come rane che gracidano e lupi che ululano, che ben presto lasceranno il posto alla pesante e cattivissima "cavalcata" realizzata dalle tremende chitarre e dalla prepotente batteria, le quali si dibattono e si rincorrono preparandosi all’entrata dell’inesorabile growl di Steve Rowe che amplifica, e non di poco, la prepotenza di questa canzone che in certe parti rallenta la sua furia per lasciare libero sfogo all’immaginazione dell’ascoltatore e guardarsi alle spalle per la devastazione fino ad ora portata.

É ormai chiaro l’andazzo del cd che non esita di certo a proporci ritmi sempre più prepotenti, e la prossima track, Terminate damnation, ne è un chiaro esempio: dal primissimo inizio la velocità di rullaggio della batteria è impressionante, le chitarre fremono; da questo punto in poi si alterneranno ritmi invasati, velocissimi con altri lenti e possenti; l’atmosfera che si sta creando è qualcosa di veramente surreale, l’abilità dei chitarristi è notevole, sono in grado di passare rapidamente da momenti di puro invasamento a ritmi quasi depressivi, seppur conservando quella sonorità che prepara l’ascoltatore ad una nuova devastazione. Con la successiva track Eternal lamentation, il ritmo non sembra cambiare poi di molto, infatti si parte già molto velocemente e si prosegue con una tale furia che fa molta fatica a placarsi finché, a tre quarti di canzone, i nostri si fermano e raccogliendo le forze per il finale concedono spazio a un ritmo stantio e pesante, quasi come affacciarsi alla finestra e vedere un paesaggio desolato dove la sofferenza e la disperazione fanno da padrone; atmosfera efficacemente sottolineata dalle grida dei dannati che si lamentano e si dimenano tra le fiamme infernali. La track successiva, Raise the chalice, si caratterizza per un ritmo già più lento rispetto alle canzoni che abbiamo analizzato in precedenza, la pesantezza e cattiveria rimangono inalterati ma la furia e la burrascosa atmosfera vengono lasciati da parte per dare spazio questa volta al solista che fa da padrone in questa song: il ritmo blando segue la voce quasi ad accompagnarla in questa sorta di lettura delle antiche Scritture. Se diamo uno sguardo ai testi la canzone inizia proprio citando alcuni versetti di Giacomo (5:16 e 1:8) e di Giovanni (6:53). Nella prossima canzone Lymphosarcoma il ritmo resta inalterato rispetto alla precedente track ed è caratterizzato da atmosfere lugubri e stagnanti: la canzone dichiara tutta la sua avversione per il male sotto forma di lymphosarcoma, un tumore maligno che attacca brutalmente il corpo umano; ci si appella alla bontà di Gesù per farlo passare spazzandolo definitivamente. Un invito a confidare in Gesù anche nei momenti più brutti.

E veniamo alla track che dà il nome a quest’album: Scrolls of the Megilloth, dopo una breve introduzione strumentale dove sentiamo tenui campane e subito dopo un organo che suona, la band si lancia alle sfuriate che abbiamo già sentito nelle prime canzoni, il ritmo è serrato e potente la batteria come di consueto rulleggia, le chitarre fremono; per un momento sembra che l’atmosfera si sia calmata, ma molto presto la sfuriata riprende fino a concludersi in coincidenza con la fine della canzone. La song Death requiem a differenza delle precedenti prese in rassegna vanta una struttura più complessa; l’inizio è molto curato, non si sente la tipica furia che parte e fa fatica a fermarsi, bensì un ritmo quasi solenne e nello stesso tempo austero, ci immerge in un atmosfera oscura, ci rende partecipi del trapasso dalla vita alla morte; dopo questa introduzione il ritmo aumenta le chitarre e la batteria abbondantemente riscaldate improvvisano una sorta di corsa che dura finché non sentiamo una parte lenta dove qualcuno parla con un sottofondo di campane. Costui però una volta concluso il suo discorso, lascia spazio alla nuova sfuriata molto contenuta e "controllata" che si esaurirà, anche questa, in coincidenza con la conclusione della track. Altra canzone davvero violenta è Necromanicide, che si caratterizza per ritmi molto veloci, rulleggianti e quasi mai interrotti, sembra proprio che questa canzone sia stata fatta in "apnea", perché gli strumenti di fatto non prendono nemmeno un secondo di respiro, eccetto a tre quarti della song in cui sentiamo un apparente rallentamento, ma destinato a sfociare nella frenesia finora ascoltata. Con Inflamed siamo quasi alla fine del cd, anche qui ritmi piuttosto convulsi accompagnati ad altri lenti ma potenti; la canzone si rivela molto brutale anche sotto il profilo del testo che descrive l’orrenda fine delle anime dannate, condannate a bruciare all’inferno perché rei di non aver accolto nella loro vita l’insegnamento di Gesù Cristo. Siamo alla fine dell’album con Ancient prophecy song molto lunga che si caratterizza per un ritmo a senso unico, lento e terribile, accompagnato in alcune parti da versi e grida gutturali molto impressionanti.

L’album si è rivelato avere song dalle strutture sostanzialmente simili, che solo in pochissimi casi vengono un variate: a prevalere sono soprattutto ritmi veloci-convulsi e lenti-strazianti, quasi come una sorta di Via Crucis dell’anima. Questo cd è consigliato solo per veri amanti del death brutale, con cui potranno certamente sfogarsi a loro piacimento.

Fabio Manna

VOTO

82

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it