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Snocciolando l'infinita discografia del mission
project australiano Mortification ci imbattiamo stavolta in
questa storica release, ma "storica" a modo tutto suo. "Triumph Of
Mercy" non viene ricordato infatti per la brillantezza musicale,
anzi, da questo punto di vista siamo al cospetto di uno dei punti più
bassi della parabola di act oceanico: questo platter rimarrà tuttavia di
memoria imperitura perché è il disco che racconta le vicissitudini e il
miracolo di grazia dell'eroico mastermind Steve Rowe, di come cioè ha
superato, per "trionfo della misericordia", il cancro che lo aveva
colpito e portato ad un soffio dalla linea di trapasso. Nel 1996,
tornando da un trionfale tour negli USA, Steve iniziò a sentirsi poco
bene, le analisi rivelarono il dramma: leucemia, i medici gli diedero
pochissime speranze di sopravvivenza. Durante le terapie, per giunta,
l'uso antidolorifico della morfina lo ridusse alla sedia a rotelle e poi
lo portò persino al coma. La sua fede tuttavia non vacillò anche nella
prova estrema e Dio per lui aveva in mente altri piani piuttosto che
richiamarlo a sé, avrebbe dovuto continuare la sua missione. Steve guarì
e a tutt'ora continua a comporre death/thrash ed a portarlo sul palco
per il mondo, nella diffusione della Buona Novella di Cristo in quella
baluardo di tenebra che spesso è il metal estremo.
"Triumph Of Mercy" è dunque l'album dedicato
al miracolo della sua guarigione, la storia è raccontata nel dettaglio
nella title-track, ma i riferimenti sono un po' ovunque,
specialmente nella finale Visited by an angel, un inno di
Steve all'amore di Dio, alla Sua vicinanza nella tribolazione, al Suo
conforto: "Visited by an angel, a beautiful love song, / surrounded by a
clouded light, the joy was overwhelming, / who are you I mustered, from
a shaken breath, / I am an Angel especially to minister to you today. /
Don't go away, I pleaded I never do, it smiled. / Suddenly a vision
thouseands of people who hated me, / all around what did I see, what can
man do to you? / The awesome presence said I fell back in a peace all my
fear relieved, relieved. / From my bed I arose with a joy filled heart
of praise I laughed until I cried, / I could not believe my state, I
fell down to the floor, an utter laughing mess. / Visited by an angel, a
very special gift, / months of pain have followed as I have fought a
cancer plight / but I was sent an angel to show I had a strenght / God
showed me my special friend that day, that day!"
Disco commovente, anche se musicalmente parlando,
come anticipavo, questo è un disco modesto, moscio e frettoloso, le idee
sono scarne, le influenze hard'n'heavy della sezione solistica,
sicuramente di livello, complessivamente fuori luogo; è un album di
thrash dal basso mordente, con solo sparute venature death (At war
with war, Drain dweller), più orientato verso un
groove (Influence, Unified truth) che però
poco trascina. I brani migliori sono proprio l'eclettica Visited
by an angel, carica di pathos e di trame di lead guitar su
galoppati heavy e cadenzati doom, ma soprattutto la cupa, testimoniante,
Triumph of mercy, elaborata e curata nel raccordo tra le
varie influenze stilistiche ed i vari climax che si alternano nel
distendersi dei 7 minuti che la racchiudono. Se siete fans dei
Mortification, disco imperdibile per le ragioni di cui sopra, che
sono meramente sentimentali; ragion per cui se invece antecedete
l'aspetto musicale, allora i Mortification nel corso della loro
vegliarda esistenza han dato luce a lavori molto molto migliori.
Vaake
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