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MY SILENT WAKE
My Silent Wake
 
MY SILENT WAKE
Shadow Of Sorrow
 
MY SILENT WAKE
A Garland Of Tears
 
MY SILENT WAKE
IV Et Lux Perpetua
 
INTERVISTA
10/7/2008
 
 

 

MY SILENT WAKE
The Anatomy Of Melancholy
doom
2007 - Bombworks Records
(Inghilterra)
www.myspace.com/mysilentwake

 

Ed eccoci a presentare l'ultima fatica dei My Silent Wake, gruppo nato dalla mente del più che prolifico Ian Arkley, già Leader di band come Seventh Angel, Ashen Mortality e Century Sleeper, nonché membro storico di una delle death doom metal band più rappresentative del panorama christian metal, ossia, gli australiani Paramaecium. Questo doppio full-length, intitolato "The Anatomy of Melancholy", rappresenta a pieno l'ecletticità sonora di questa band, che nel primo disco inserisce brani tipicamente progressive death metal e nel secondo pezzi acustici e melodici, come a voler evidenziare una sorta di contrapposizione sonora fra le varie anime e contaminazioni interne alla band. Già prima di loro illustri predecessori si erano cimentati in progetti musicali simili, per tutti si possono ricordare gli Opeth che, al violento e crudo "Deliverance", contrapposero, l'anno successivo, il progressive rock oriented "Damnation", composto unicamente da brani acustici.

In prima istanza è il caso di parlare della seconda parte di questo disco, ossia, quella completamente acustica, per poi fiondarci a pieno nella tetra anima dei My Silent Wake. Il Cd è sostanzialmente un mix di sonorità melodiche, ampiamente ispirate al rock progressivo con lievi accenni "folkeggianti". A tratti sembra di sentire i suoni e le atmosfere tipiche dei primi U2 (Revolution), mentre, in altri brani (In the glow of the autumn sun), a farla da padrona è una generale atmosfera gothic rock (a tratti quasi doom) che pervade sia gli arpeggi chitarristici ed il cantato di Arkley, che l'onnipresente mandolino di Andy Lee (che ricopre il ruolo di bassista nella prima parte del disco). Complessivamente, questa seconda trance di brani, può essere considerata un buon incontro fra sonorità folk (parzialmente orientate verso le atmosfere celtiche) e le ambientazioni plumbee e sofferenti del gothic metal. Ciò che maggiormente stupisce, però, è il primo capitolo di questa doppia opera del quartetto inglese, stupisce per la rabbia, l'aggressività e la riflessività del suono proposto. Il disco è un sapiente mix di sonorità doom e gothic metal ben intervallate e supportate da un progressive death metal degno dei migliori Opeth. I brani permettono di cadere in un sonno profondo, sognante, in una landa desolata ed oscura in cui ombre e luci si alternano inesorabilmente, come si alternano le lunghe progressioni di chitarra ed il ruggente growl del sempre magnifico Ian Arkley. Brani come Severed ed Heretic sono incredibilmente introspettivi, e sembrano risvegliare una "virtuale" anima doom che risiede nel profondo del nostro animo; le ritmiche di questi pezzi sono lente e cadenzate, le melodie tetre e sepolcrali, quasi a voler esprimere l'inesorabilità del destino umano, che nel suo cammino obbligato, lento ed immutabile, giunge fino al termine della sua vita. Termine che sembra giungere prima con Into silence (molto vicina alle sonorità dei November's Doom) e poi con Sullen earth che ad un funereo e lentissimo doom iniziale, contrappone una violenta esplosione melodica nel ritornello, fatta di riff veloci, voce baritonale e scream rabbioso. The dying things we're living for e la conclusiva Sturm si avvicinano, invece, maggiormente alle sonorità opethiane, tornite di growl aggressivi e riff chitarristici tipici delle migliori scuole progressive death.

Nel complesso questo "The Anatomy Of Melancholy" convince, convince e appassiona; probabilmente più con il primo capitolo che con il secondo, soprattutto per chi è maggiormente abituato a sonorità aggressive e mal digerisce un sound eccessivamente orientato al rock folclorico e progressivo. In ogni caso un disco riuscito, da apprezzare con calma, intelligenza e spirito libero, un album da gustarsi nel buio della propria stanza, con gli occhi chiusi e lo spirito pronto a viaggiare nel plumbeo universo dei My Silent Wake.

Luca Sileni

VOTO

87

 

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