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Narnia
 
 

 

NARNIA
Desert Land
neoclassical
2001 - Nuclear Blast
(Svezia)
www.myspace.com/narniaofficial

 

Ritorna l’immancabile leone Aslan in copertina, ritornano i Narnia con il loro terzo album. Se "Long Live The King" li ha consacrati nell’universo del white, questo "Desert Land" fa esplodere tutto il potenziale della band, qui espresso in maniera davvero impeccabile. Le nove tracce dell’album in questione offrono un heavy melodico dallo stile fortemente neoclassico in cui non mancano momenti power e speed, presenti soprattutto nella prima parte del disco. Il gruppo svedese conta sempre sui già noti e validissimi elementi: il leader e singer Christian Liljegren - di certo più conosciuto col cognome Rivel - convincente su tutti i fronti: carismatico, energico…una conferma e oramai una certezza. Non potevano poi mancare gli splendidi assoli del grande Carljohan Grimmark (chitarre, ma anche basso e tastiere in alcune tracce) le cui influenze malmsteeniane sono sempre evidentissime; ascoltate su tutti i due brani strumentali, la velocissima The light at the end of the tunnel e la solenne e cadenzata Misty morning, in cui il nostro sale in cattedra: da applausi. A completare Jacob Persson al basso, Andreas Johansson (Hammerfall) dietro le pelli e Martin Claesson alle tastiere.

A fare da apripista la ritmata e trascinante Inner sanctum, velocissima nella seconda parte grazie alla sfuriata di Grimmark. Sullo stesso alto livello l’energica The witch and the lion ispirata nelle lyrics dalla saga fantasy-cristiana "Le cronache di Narnia" dello scrittore irlandese C.J. Lewis: "Aslan’s broken the spell / They can't face the truth / They will all go to hell(burn) / The witch & the lion / The battle between good and evil". Nel disco non sono presenti solo brani sparati e veloci: Falling from the throne ma anche la solenne Revolution of mother earth, aperta da toccanti note di tastiera, offrono il limpido esempio di come i Narnia sappiano arpeggiare le giuste corde anche con brani dalle ritmiche lente e modulate. In questi casi emerge ancora di più l’ottima prova dietro il microfono di Mr. Rivel…e poi quegli incredibili assoli…non ce n’è uno che non funzioni e che non faccia emozionare! Sullo stesso livello abbiamo Angels are crying, un accattivante heavy ritmato, seguita dalla veloce Walking the wire: sferzata di pura e martellante energia. Conclude l’intensa Trapped in this age, brano di ben 9 minuti di pura maestosità ed epicità, costruita quasi in un crescendo di emozione e di trasporto. Scontata la palma di miglior brano.

Per quanto riguarda le lyrics, appare sempre in primo piano l’attenzione del gruppo alla caducità e all’inclinazione verso il male dell’essere umano la cui unica speranza risiede in Colui che si è fatto carico di tutti i nostri peccati. I Narnia sembrano davvero migliorare disco dopo disco; è quindi evidente e scontato come l’ascolto di questi 42 minuti di un perfetto heavy neoclassico sia obbligatorio. Per tutti.

Ilaria Ricci

VOTO

89

 

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