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Narnia
 
 

 

NARNIA
Long Live The King
neoclassical
1999 - Nuclear Blast
(Svezia)
www.myspace.com/narniaofficial
 

E' questo "Long Live The King" l'album che consacra gli svedesi Narnia tra i grandi del white melodico; siamo al secondo full-length dopo il promettente "Awakening", uscito solo l'anno prima, e già la band esplode in tutto il suo imponente potenziale. Stile heavy neoclassico che si affida alla straordinaria chitarra del malmsteeniano Carljohan Grimmark, leone, simbolo lewissiano di Cristo, sempre in primo piano nella front cover (sarà una caratteristica costante per tutta la discografia), cristocentrismo totale delle lyrics ed appassionata interpretazione al microfono di Christian Rivel rendono il disco a tratti davvero entusiasmante.

Rintocchi decisi ed il portone si apre: è Gates of cair paravel (Introduction). Oscure note a sorpresa ci introducono nell'album, subito rimpiazzate dal caratteristico heavy neoclassicheggiante, e dal sempre presente assolo del fantastico Grimmark, che si è occupato anche della produzione, di alcune parti di tastiera oltre a partecipare alle backing vocals. Segue Living water, dai tempi abbastanza sostenuti, dove a farla da padrona è ancora una volta l'ispiratissimo guitar hero (espressione da interpretare nel senso più letterale possibile). Tastiere ed heavy più lento che si apre a refrain e cori stile anni '80, variazioni di intensità ed il solito gran solo emergono come elementi cardini della terza Shelter through the pain. Tastiere sinfoniche ma anche la presenza di un violino accompagnano invece in The mission l'intensa interpretazione di Rivel, molto sentita anche nella seguente What you give is what you get dove l'assolo è a tratti rabbioso a tratti evocativo. La sesta The lost son ha ritmi più sostenuti ma al contempo tastiere sinfoniche: al limite del power contiene anche un bel refrain. Arriviamo ad uno dei momenti più alti del platter, Can't get enough of you calda, enfatica, imperiosa, dove magistrale è Rivel ma dove un p0' sottotono è il lungo assolo di Grimmark. Una tastiera inquietante apre la title-track Long live the King, caratterizzata da cori anni '80 e da un assolo che qui lascia per un attimo da parte il neoclassical per farsi più rozzamente heavy. La nona Dangerous game (comunque l'ordine delle track è qui spesso sconvolto tra le tre versioni, giapponese, europea ed americana) alterna heavy spinto tastieristico e melodico ad uno stile più aspro: bella davvero è la linea melodica e da brividi è il delirio neoclassico finale!

La decima traccia Star over Bethlehem parte sinfonicheggiante ma contenuta: al generarsi del solito splendido assolo e di oscure note con in sottofondo indomita la sei corde di Grimmark l'intensità esplode, per poi però cessare improvvisamente. Ripartono assolo e tastiere che vanno sfumando per quella che sembrerebbe la canzone di chiusura, ma c'è ancora la strumentale Shadowlands (Outro): drumming marziale, tastiere, giro di chitarra, ed ecco che il portone si chiude! Gran bel lavoro. Se vi capita tra le mani fatelo vostro senza pensarci su: i Narnia sono una garanzia.

Vaake

VOTO

84

 

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