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NATTESORG
Born Again
unblack
2007 - Self
(Norvegia)
www.myspace.com/nattesorg

 

"Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio". Le tenebre giungevano dunque al loro massimo imperio allorché sembrava adombrarsi la sconfitta di Dio, appeso impotente ad una croce - narrano i vangeli. Per il capovolgimento sempiterno di questo terrificante status quo si dovranno attendere tre giorni: la chiave di volta cosmica emergerà umilmente dalla terra, un sepolcro aperto inonderà di luce tutto il creato. La cover del demo d'esordio del one man project norvegese Nattesorg è un concept che molto affascina in questo odierno, piovoso, venerdì di Passione.

Musicalmente tuttavia è un disco che fatica a stare in piedi. Raw black mono-tono reiterato fino al raggiungimento dei 40 minuti utili per approdare idealmente al full-length, che poi siano divisi in nove episodi conta relativamente, essendo questi distinguibili solo con sperimentazioni da laboratorio. Impossibile quindi un'analisi delle tracce, questo "Born Again" è un blocco monolitico di bestiale ancestralità, ma ripetitivo e realizzato con mezzi scadenti. Con le tenebre impazza il caos, la luce intrinsecamente ordina, ma giungerà poi, per ora è notte. Il nostro si immedesima fin troppo in questa visione e non prova neppure per sbaglio a conferire varietà al suo songwriting, emulo non massimalista quanto invece "superficiale" di Horde, in tipica scuola unblack polacca. "Born Again" è una mitragliata di oscure passioni istintuali della creatura (qui paradossalmente anche Creatore) intrappolata in eventi che la costringono in una interrogata ineluttabile realtà, che presto - e lo sa - vedrà lo splendore glorioso alla fine del cunicolo, ma che tuttavia ancora cammina nel buio più impenetrabile. Nattesorg rappresenta questo passaggio esistenziale con massacri in blastbeats, loop oscurissimi (Fire and death) che giungono a risvolti epici (Eternal fire, inclusiva di un inatteso down-tempo) o ipnotici (With Christ in my heart). Il brano più "diverso" è il conclusivo Doom and revelation, tempi medi con chitarra a pretendere quel che non può, ovvero tessere di classe fino ad arrabattarsi in solo distorto che diventa un pasticcio inestricabile.

L'intento concettuale di Nattesorg è lodevole, in modo inversamente proporzionale al risultato musicale ottenuto. A questo "Born Again" segue ora, dopo pochi mesi dunque, "Power Of God" e qui dai primi sospettosi approcci sembra le cose migliorino. Se così è, o meno, lo scopriremo presto.

Valerio Mei

VOTO

52

 

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