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NECROBALTION
Ablation Of Death

INTERVISTA
29/5/2013
 
 

 

NECROBLATION

Stab Your Self

death
2015 - self
(Svizzera)
www.necroblation.com

 

Il debutto del 2013, "Ablation Of Death", fu almeno per il sottoscritto uno dei migliori dischi di quell'anno. La grinta brutale e genuina di quei pezzi, come anche le liriche dirette e senza compromessi, erano un qualcosa che non si ascoltava da tempo. A due anni di distanza, la band svizzera si ripresenta con un nuovo disco, che in qualche modo mantiene e conferma la qualità del precedente.

Si parte con una strumentale di sola chitarra classica, Prelude in D minor, che crea la giusta atmosfera per affrontare i brani che seguiranno. Bisogna però ammettere che forse l'accostamento melodico dell'opener con la brutalità di Cut my foreskin, può inizialmente spiazzare un po', ma si sa, i Necroblation giocano molto con questi contrasti musicali. Parlavo di brutalità e il pezzo appena citato ne ha da vendere: un ottimo connubio tra technical e brutal death, dove i cambi di velocità incontrano l'oscuro growl di Jonathan Schmutz. Materialistic plague e Invocation hanno invece un approccio più thrash / speed metal, con interressanti linee di basso e sfuriate ai limiti del possibile. Ottime le influenze black metal di Child of illusion, la quale riprende l'omonima strumentale del disco di debutto: le parti in scream sono estremamente emotive, ed è un peccato che compaiano solo in questo brano. Emotività che si scontra però con il rutto di Uncotrolled rage... 27 secondi di pura follia, ascoltare per credere! Si torna seri con Gehenna, veloce, rabbiosa e con un ottimo finale thrash oriented, collegato alle due tracce successive, Self-elevation & chaos e The standing nature, entrambe strumentali, molto valide tecnicamente ma oserei dire troppo minimali nell'arrangiamento. Il disco si chiude con Rotten to the core, già presente nel primo, ma qui remixata in una maniera sicuramente più professionale.

In conclusione "Stab Your Self" è una conferma di quanto già ascoltato con "Ablation Of Death". Si nota sicuramente un miglioramento tecnico e nel mixaggio, a scapito però delle idee compositive. In ogni caso è un disco molto professionale, da ascoltare e riascoltare fino alle nausea. Un ritorno che non delude.


Tracklist:
1. Prelude in D minor (01:41)
2. Cut my foreskin (03:18)
3. Materialistic plague (03:05)
4. Ivocation (03:35)
5. Child of illusion (04:39)
6. Uncontrolled rage (0:27)    
7. Gehenna (03:38)
8. Self-elevation & chaos (04:31)
9. The standing nature (03:25)
10. Rotten to the core (03:55)

 

 Daniele Fuligno

VOTO

80


 


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