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Se siete amanti di melodie dolci e malinconiche
allo stesso tempo, questo è l’album che fa per voi… Se volete un cantato
passionale sebbene oscuro e introverso, se volete ritmi cadenzati ma
ricchi di virtuosismi con basso e batteria, questo è l’album che fa per
voi… Se amate il buon gothic, in sostanza, vale veramente la pena di
dare un'ascoltata a un paio di canzoni del primo album dei Necromance,
virtuosa e decadente (nel senso goth del termine) "white gothic" band
tedesca.
Si apre il tutto con Wait for me
dall’evocativo e malinconico intro che fa subito alzare il colletto del
vostro lungo nero e strappato trench di pelle e vi fa assumere quell’aria
malinconica mentre le nuvole si addensano e la pioggia scende...
Purtroppo a titolo personale potete passare alla track numero 3 perchè
la seconda ha un cantato in femminile dove non si sa se la cantante è
drogata o quella mattina non aveva proprio voglia di alzarsi dal letto,
oppure se da quel letto si sia appena alzata e stia cantando col suo
pigiamino nero coi teschietti...insomma 'na ciofeca (sebbene gli
strumenti facciano la loro bella parte). Lillies of the field,
la numero 5, è bella e cadenzata come da contratto gothic. Evocativa e
malinconica. Se volete subito divertirvi è però consigliato partire
dalla 8 che con un titolo semplice quanto impegnato God is might
apre le porte del gothic più vero: basso e chitarra dal suono sporco
come la voce del cantante, che in un ferale sussurro afferma forse
l’unica cosa che si riesca a capire bene di tutto il testo..."Dio è
potente"; una track assolutamente sentita. In Eternal glory
la voce diventa più umana e il pezzo è da relax giusto per farci fare
spazio tra i neuroni in modo da poter gustare il brano più bello
dell’album, Vom Sterben: cantato crudo e marcio, strumenti
dal ritmo preciso, quasi innaturale...una track che sa farsi desiderare,
in un crescendo di estasi musicale…questo è il gothic!
Le restanti Waiting for the Lord e
Vom Hindern seguono la falsa riga di quel pezzo fantastico
che è Vom Sterben, concludendo questo orecchiabilissimo
gothic album con Voice in the wilderness, campane a morto
e rumori ambient notturni, dove una voce orante parla, ovviamente di
Sacre Scritture: resistete all’oratore, dura pochi secondi, lasciando
posto a un funereo organo che accompagna le suddette campane…molto
sacrale il tutto!
Giovanni Paolo Spanu
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