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A due anni dal già trattato "Instruments Of
Abandonment", riecco, ancora purtroppo senza label, i Neocracy,
stavolta con un Ep di ventidue minuti. Il giudizio su questo lavoro
riprende dalla conclusione del resoconto dell'altro, e si incanala poi
nella stessa direzione; di diverso abbiamo un sound più compatto e degli
approdi scritturali meglio focalizzati.
Il Cd esordisce con Winter of the sullen,
attacco slowly deathcore poi si va di metalcore dalla influenza thrashy
con solo affilato; subentra una trama melodica e viene alla mente lo
swedecore, almeno prima e dopo il prepotente breakdown. Lost
divine apre vagamente eterea per divellere telluricamente e poi
andare di swedish con profluvio solistico; breakdown devastante,
intrecci extreme, minimalismo solare, e lo swedecore a chiudere.
Here’s to the reckoning è swedecore track con un cupissimo
breakdown centrale. Ancora swedecore, stavolta a tempi alquanto alticci,
e furiosi pestaggi strumentali per l'efficace titletrack The
instinct for conflict; assolo e delirio percussionistico prima
del livido rallentato e del caos pre-finale, perché a chiudere è un
composto, caldo, assolo. Tira giù il sipario Coward’s hymn
con passionalità ed emozioni, atmosfera e violenza, all'interno di un
songwriting ispirato.
Sporchi, veri, sound "cattivo" quanto serve;
adrenalinico è il drumming, ispiratissima la lead guitar, ma non granché
la produzione. Band talentuosa e genuina che meriterebbe molta più
fortuna dei tanti prodotti studio preconfezionati.
Valerio Mei
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