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I Nodes Of Ranvier sono tra i gruppi più
sottovalutati della scena metalcore americana. Poco conosciuti, magari
solo di nome, hanno però lasciato la loro impronta nella storia del
metalcore. Il gruppo nasce nel 2000, e nei loro sette anni di vita la
formazione ha subito molteplici cambiamenti: si possono contare almeno
18 membri in totale, di cui unico costante è il chitarrista Jon Parker.
Il loro debutto esce due anni dopo la formazione del gruppo.
"Lost Senses, More
Innocence" parte con Do you wanna dance in
arpeggiati distorti interrotti dall'entrata del resto della
strumentazione e del singer che esibisce le sue vocals in modo
eccellente, interrompendole con tratti di parlato. Musicalmente il pezzo
è particolarissimo, caratterizzato da perenni arpeggi, cambi ti tempo
vari e un bel breakdown finale. Proseguiamo con A life wasted
sleeping, brano spettacolare con chitarre che vanno e vengono e
breakdown continui. Anche in qui ritroviamo vari cambi di tempo, quasi
da prog/thrash come gli Extol di "Synergy". Segue
Horizon, che apre con chitarre pulite e una batteria più calma,
per un pezzo decisamente più calmo che, però, il vocalist non risparmia
da scream; di lì il gruppo torna ad infuriarsi con distorsioni e
batterie feroci, proseguendo in Soundtrack for salvation e
The world, sempre utilizzando cambi di tempo vari e
arrangiamenti molto particolari per lo stile. Segue la romantica
It's going to be ok che è interamente musicale, iniziando lieve
e finendo pesante, ma senza mai compromettere la natura romantica del
brano. In Cold fingers vediamo la prima comparsa
nell'album della chitarra acustica, mentre con Soiled rags (Let us
raise our hands in victory) si torna al metalcore puro, con
breakdown e chitarre distorte in perenne movimento. Con Beauty
with no words tornano i cambi di tempo, mentre con la closer,
Adam, il gruppo crea un pezzo che mischia un po' delle
tecniche utilizzate durante tutto dell'album: breakdown, cambi di tempo,
voce parlante, chitarre acustiche arpeggianti, ecc. Un bel modo di
chiudere il Cd in bellezza, senza mai rallentare
nemmeno un pochino
l'andatura del disco.
Un album altamente soddisfacente questo debutto!
Musicalmente sorprendente e vocalmente fantastico. Il vocalist Thomas
Hentges riesce a integrare in un solo disco growl cavernosi, scream
assordanti e tutto cio' che c'è in mezzo. Ascoltando questo album si
capirà come mai i
Nodes Of
Ranvier siano considerati tra i pionieri del metalcore cristiano.
Christopher Warman
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