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NODES OF RANVIER
Nodes Of Ranvier
 
NODES OF RANVIER
The Years To Come
 
 

 

NODES OF RANVIER
Lost Senses, More Innocence
metalcore
2002 - Facedown Records
(USA)
www.myspace.com/nodesofranvier

 

I Nodes Of Ranvier sono tra i gruppi più sottovalutati della scena metalcore americana. Poco conosciuti, magari solo di nome, hanno però lasciato la loro impronta nella storia del metalcore. Il gruppo nasce nel 2000, e nei loro sette anni di vita la formazione ha subito molteplici cambiamenti: si possono contare almeno 18 membri in totale, di cui unico costante è il chitarrista Jon Parker. Il loro debutto esce due anni dopo la formazione del gruppo.

"Lost Senses, More Innocence" parte con Do you wanna dance in arpeggiati distorti interrotti dall'entrata del resto della strumentazione e del singer che esibisce le sue vocals in modo eccellente, interrompendole con tratti di parlato. Musicalmente il pezzo è particolarissimo, caratterizzato da perenni arpeggi, cambi ti tempo vari e un bel breakdown finale. Proseguiamo con A life wasted sleeping, brano spettacolare con chitarre che vanno e vengono e breakdown continui. Anche in qui ritroviamo vari cambi di tempo, quasi da prog/thrash come gli Extol di "Synergy". Segue Horizon, che apre con chitarre pulite e una batteria più calma, per un pezzo decisamente più calmo che, però, il vocalist non risparmia da scream; di lì il gruppo torna ad infuriarsi con distorsioni e batterie feroci, proseguendo in Soundtrack for salvation e The world, sempre utilizzando cambi di tempo vari e arrangiamenti molto particolari per lo stile. Segue la romantica It's going to be ok che è interamente musicale, iniziando lieve e finendo pesante, ma senza mai compromettere la natura romantica del brano. In Cold fingers vediamo la prima comparsa nell'album della chitarra acustica, mentre con Soiled rags (Let us raise our hands in victory) si torna al metalcore puro, con breakdown e chitarre distorte in perenne movimento. Con Beauty with no words tornano i cambi di tempo, mentre con la closer, Adam, il gruppo crea un pezzo che mischia un po' delle tecniche utilizzate durante tutto dell'album: breakdown, cambi di tempo, voce parlante, chitarre acustiche arpeggianti, ecc. Un bel modo di chiudere il Cd in bellezza, senza mai rallentare nemmeno un pochino l'andatura del disco.

Un album altamente soddisfacente questo debutto! Musicalmente sorprendente e vocalmente fantastico. Il vocalist Thomas Hentges riesce a integrare in un solo disco growl cavernosi, scream assordanti e tutto cio' che c'è in mezzo. Ascoltando questo album si capirà come mai i Nodes Of Ranvier siano considerati tra i pionieri del metalcore cristiano.

Christopher Warman

VOTO

86

 

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