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NODES OF RANVIER
Lost Senses, More Innocence
 
NODES OF RANVIER
Nodes Of Ranvier
 
 

 

NODES OF RANVIER
The Years To Come
metalcore
2005 - Facedown Records
(USA)
www.myspace.com/nodesofranvier

 

I Nodes Of Ranvier sono uno di quei pochi gruppi ad essere entrati nella mia playlist dopo un paio di ascolti. Il metalcore complesso del loro debutto, "Lost Senses, More Innocence", mi ha stregato da subito. Poi, con il loro secondo album self-titled sono venuto a capire che i Nodes Of Ranvier sono tra i gruppi metalcore migliori di tutti i tempi. E dopo due album spettacolari e un repertorio da far paura, è naturale che mi aspettassi un seguito maestoso. Però è capitato che nei due anni di pausa tra questo album e il suo predecessore, tutti i membri del gruppo, tranne il batterista, se ne sono andati; così il batterista Ryan Knudson, decise di ricostruire il gruppo, mantenendo lo stesso nome, cosa, a mio parere, inutile, dato che si tratta di due gruppi completamente diversi.

Apre il disco The renewal, che ironicamente vuol dire "il rinnovamento": interamente strumentale, fa molto post-metal, non male. A seguire, aperta da un riff tipico del metalcore, troviamo Relentless, che ci dimostra in modo enorme il cambiamento subito dal gruppo. Prima cosa che notiamo, le vocals. Il nuovo vocalist, Nick Murphy, fa utilizzo di growl vomitati, che si differenziano enormemente da quelli di Thomas Hentges, molto simili allo stile di Weyandt degli Zao. Il pezzo è abbastanza buono, ma rischia di annoiare l’ascoltatore. Segue il singolo The dawning age, che è di un metalcore troppo commerciale che non fa impazzire per niente. Due buoni brani, però, sono i seguenti Dolores, abbastanza orecchiabile, con dei breakdown che fanno molto thrash, e la title track, che si avvicina al mosh. Segue quella che è la song migliore del platter, Grave, che è anche l’unica ballad, interamente melodica, con dei bellissimi arrangiamenti. Seguono dei pezzi molto simili tra di loro nella struttura, di cui nomino solo la scatenatissima What comes around..., senza un minimo di riposo. Dopo un altra traccia musicale troviamo Second hand syndrome, che poco si differenzia dal mucchio, e la closer In too deep, che chiude l’album in modo decente.

Cambia il gruppo, cambia lo stile. Dal metalcore complesso dei primi due album i Nodes Of Ranvier sono diventati un tipico gruppo metalcore che mette l’economia al primo posto, e la creatività al secondo. Mi ha molto deluso questo seguito, molto! Continuando su questa strada i Nodes farebbero meglio a cambiare direttamente il loro nome, perché un album del genere è un insulto a una delle migliori band metalcore di tutti i tempi. Nel complesso, però, "The Years To Come" è un buon disco metalcore, anche se altamente commerciale. Il voto, in quanto dato da un fan arrabbiato, risente molto del fatto che, come ho già detto, questi non sono i Nodes Of Ranvier che conosco ed amo.

Christopher Warman

VOTO

70

 

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