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NOMAD SON
First Light
 
INTERVISTA
3/3/2009
 
 

 

NOMAD SON
The Eternal Return
doom
2010 - Metal On Metal Records
(Malta)
www.myspace.com/nomadsonmalta

 

La scena metal nella repubblica di Malta continua ad essere sempre più florida, grazie soprattutto al movimento doom capitanato dai Forsaken. Ed è proprio da Albert Bell, bassista appunto dei Forsaken, in collaborazione con i rockers Frenzy Mono che ha preso il via il progetto Nomad Son: doom metal classico, che pesca alla grande le sonorità Candlemass e Trouble.

"The Eternal Return" secondo full-length della band inizia con The vigil, un pezzo che pur non escludendo le radici heavy metal con i suoi riff veloci e granitici, sa generare quelle atmosfere decadenti che caratterizzano questo sound. Da evidenziare fin da subito la prova ai microfoni di Jordan Cutajar, con il suo cantato a tratti energico e rabbioso e a tratti sofferente. Sigma draconis è invece impostata su ritmi più lenti, ma soprattutto infarcita di accompagnamenti e solos di organo Hammond, che a mio parere potrebbe essere uno dei punti di forza dello stile dei Nomad Son se solo fosse più presente anche negli altri brani. Sullo stesso stile troviamo anche Can't turn the tide. Comatose souls con la sua melodia cupa e gli strazianti acuti di Jordan Cutajar, è forse la traccia più sofferente di questo album, come anche una delle meglio riuscite. Si torna a premere l'acceleratore, tornando a sonorità più heavy oriented con Guilty as sin, che si rifà molto all'opener The vigil, chiudendosi con un intenso e funambolico solo di chitarra. L'organo Hammond torna di nuovo protagonista con Winds of Golgotha, un'epica suite di undici minuti che in un continuo crescendo passa da momenti di pura malinconia e oscurità ad altri (nella seconda metà) di pura energia e velocità sprigionando un heavy metal incredibilmente esilarante. Molto particolare per struttura compositiva la title-track The eternal return: la prima parte è praticamente una ballad dalle atmosfere gotiche, per poi esplodere nella seconda in un caustico e frenetico doom metal. Il contrasto che viene a crearsi è davvero piacevole da ascoltare. La conclusione è affidata a Throne of judgement in pieno stile Candlemass, ma arricchito con un altro fantastico solo di organo Hammond.

In conclusione, è chiaro che i Nomad Son ci avevano già sorpresi due anni fa con "First Ligth" e il successivo e appena analizzato "The Eternal Return" è la piacevole conferma della loro qualità tecnica. Un full-length assolutamente da ascoltare se siete amanti del classico doom metal.

Daniele Fuligno

VOTO

85

 

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