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NORMA JEAN
Bless The Martyr And Kiss The Child
 
NORMA JEAN
O' God, The Aftermath
 
NORMA JEAN
Redeemer
 
NORMA JEAN
The Anti Mother
 
 

 

NORMA JEAN
Meridional
mathcore
2010 - Razor & Tie
(USA)
www.myspace.com/normajean

 

Sono ormai due anni che i nostri cari amichetti Norma Jean non si fanno sentire. Poco prima di uscire con questo lavoro, "Meridional" (titolo ovviamente dedicato a noi terroni), i nostri annunciarono che il loro prossimo disco sarebbe stato quello del ritorno alle radici caotiche e sperimentali. Incrociando le dita, speravo che il gruppo si riferisse al loro secondo lavoro "O’God, The Aftermath" invece del loro debutto "Bless The Martyr And Kiss The Child", che, pur essendo una colonna portante del genere (chiunque ascolti Memphis will be laid to waste non se la dimentica più), era un disco relativamente stancante. Sorprendentemente però "Meridional" musicalmente non è simile né all'uno né all’altro. E allora perché annunciare un ritorno alle origini? Innanzitutto bisogna dire che "Meridional" è mathcore: non un mathcore puro alla The Chariot, ma mischiato con diverso post-hardcore, riportato dai loro ultimi due album, e sludge, che un po’ ricorda di "O’God, The Aftermath", ma molto più composto. Quanto alla composizione e alle strutture, i Norma Jean sono sicuramente tornati alle origini. I pezzi non hanno più quella pulizia da studio contenuta nei due ultimi lavori, e gli arrangiamenti sono molto più sciolti e liberi. Non so come spiegarlo, ma un album come "Meridional" me lo aspetterei da un gruppo appena formatosi, e non da capostipiti della musica hardcore americana come i Norma Jean, nel senso che le idee presentate in questo lavoro sono fresche ed innovative. In tale aspetto i nostri sono sicuramente ritornati alle origini. Ma ora basta parlare: ascoltiamo un po’ di musica!

Apre l’album Leaderless and self enlisted, che ci introduce questi "nuovi" Norma Jean ritornati alle origini. Il pezzo è un'ottima introduzione al disco, presentandoci ritmi complessi, breakdown assolutamente devastanti e vocals da parte di Cory notevolissime; quasi sembra che questo ragazzo abbia benzina nelle vene anziché sangue! Passiamo ora a The anthem of the angry brides: ad un primo ascolto il riff di chitarra principale sembrerà avere poco senso. Anzi, a dirla tutta, anche dopo decine di ascolti; ma è proprio il “non capire” che lo rende uno dei brani migliori del disco. Poi il breakdown finale è uno spettacolo assoluto che vi rimarrà in testa per un sacco di tempo (You’re not getting under my skin!!!). Purtroppo ora si passa a Deathbed atheist, il singolo: come traccia non è male, anzi è un ottimo post-hardcore, ma sono le vocals che sono poco riuscite, e rovinano tutto. Da aggiungere anche il fatto che il pezzo, pur essendo di soli cinque minuti, sembra interminabile! Se volete ascoltarvi "Meridional" senza pecche, allora saltate questo brano. Saltiamo dunque alla successiva Bastardizer. Come fa un pezzo con un titolo del genere non essere di gran potenza? Se già il titolo sembra uno schiaffo in faccia, il pezzo dimostrerà di essere un vero e proprio "bastardo", prendendo l’ascoltatore a pugni nello stomaco, a calci in faccia, per poi lasciarlo moribondo ed insanguinato sul lato della strada. Bastardizer è una gemma! A media frendly turn for the worse, rallenta un po’ l’andatura del disco, contenendo melodie anziché scream. Come brano melodico è anni luce avanti a Deathbed atheist, dimostrando che anche le tracce melodiche possono spaccare.

Dopo il misterioso interlude Septentrional si passa a Blood burner, che, come un tornado, è furia inarrestabile, che però verso il finale cade nel limbo del ripetitivo: il breakdown viene ripetuto troppe volte per i miei gusti. La seguente High noise low output riprende la strada melodica, questa volta su una strada un po’ catchy, senza mai entrare in zona commerciale. Passiamo ora al pezzo più diverso mai realizzato dai Norma Jean: Falling from the sky: day seven. Si tratta di una ballad, e prima di condannare i poveri Norma Jean, ascoltatela! In sei minuti i nostri vi porteranno in un viaggio angosciante partendo dalla cima del cielo per poi finire sul fondo dell’oceano. Con questo album i Norma Jean hanno riservato parecchie sorprese, e Falling from the sky: day seven è forse la maggiore.. Ed ecco che...boom!, si passa ad Everlasting tapeworm!, la tipica pezzo song che dura troppo poco e che vorresti durasse per il resto dell’album. Ci è voluto solo il riff a farmi innamorare di questa bestia! Purtroppo però, come dicevo, finisce troppo presto, tuffandosi nel secondo interlude, Occidental, freddo e gelido come la brezza del mare d’inverno. Segue The people that surround you on a regular basis, un buon pezzo tuttavia oscurato dalla bellezza della closer, Innocent bystanders united. La closer parte con diversi suoni ambient per poi trasformarsi in un brano che saltella sul confine del post-metal. A mio parere è forse il meglio riuscito del platter. Dopo un interminabile silenzio di quasi 15 minuti, appare Oriental, l’ultimo interlude, caotico e distorto: una fine azzeccata per questo capolavoro. Ed è proprio un capolavoro questo "Meridional", sperando che i capolavori da parte dei Norma Jean non finiscano qui. Da avere assolutamente!

Christopher Warman

VOTO

93

 

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