|
"White
Winternight"
è il secondo demo, uscito a soli due anni di distanza dal
precedente, dei Northern Flame. Nel corso degli ultimi anni
il gruppo proveniente dalle fredde lande della Finlandia ha più
volte cambiato la sua line-up: durante la registrazione del suddetto
demo questa era formata da Niclas Buss a chitarre e tastiere e da
Simon Granlund ai vocals, cui si sono però successivamente aggiunti,
diventando pianta stabile del gruppo, Alexander Nybond alla rythm
guitar e Ake Holm al basso. Già, un vero bassista assente al momento
della registrazione dal gruppo e ahimè sostituito da un misero
programma al computer. Stesso discorso vale per le pelli "suonate"
da una drum machine. Questo rappresenta sicuramente una pecca per il
disco aggravata da una produzione così così, non in grado di
esaltare al meglio tutti gli strumenti ad eccezione delle chitarre.
L'album in questione è composto da sei brani, di cui due
strumentali, per ben 32 minuti: questi, certamente non pochi
considerando il formato, ci permettono di ascoltare e gustare al
meglio il lavoro dei ragazzi. Il loro è un power/melodic
heavy dalle forti tinte targate Stratovarius e Sonata
Arctica. Ad aprire il demo Winter's fury: il
titolo è già tutto un programma, il brano strumentale parte infatti
sparato con dei velocissimi riff cui subentra una chitarra acustica
rallentandone, ma solo momentaneamente, il ritmo. L'influenza di
Timo & Co. è subito evidente fin dalle prime note anche grazie
alla presenza di accenni tastieristici tipici del loro sound. Brano
tirato, decisamente più heavy è invece White winternight
aperto da decisi e grintosi riff. Facciamo qui la conoscenza del
timbro del cantante e la prima impressione non è di certo delle
migliori: la sua voce non convince più di tanto, manca di
aggressività, ma migliora nelle parti corali. Bisogna comunque
spezzare una lancia a suo favore: la produzione certamente la
penalizza, non riuscendo ad esaltarne appieno le linee vocali. Altro
pezzo tipicamente heavy, dall'orecchiabile refrain, è
Bloodstained, cui segue, cambiando decisamente tono,
Rest in my arms: in questa ballad, costruita su arpeggi di
chitarra acustica, lo stile vocale del singer si adatta invece
perfettamente all'atmosfera del brano. In Northern flame
i nostri tornano a pestare con un incisivo brano dal sapore
vagamente epicheggiante. Per la chiusura il gruppo si affida di
nuovo ad una traccia strumentale dalle suggestive atmosfere,
Ad maiorem Dei gloriam.
Per quanto riguarda le lyrics, queste cantano la venuta di
Cristo (There'll come a down of a white winternight / when eternity
descends and the darkness fades away / There'll come a dawn of a
white winternight and we'll see our Lord again), di una pentita
anima peccatrice allontanatasi dalla luce che chiede e spera in un
perdono divino, e della forza e magnificenza dello Spirito Santo che
riscalda il nostro cuore nelle più gelide tormente, che illumina il
cammino purificando le nostre anime. In conclusione "White Winternight" rappresenta una
buona prova ma con alcuni decisivi miglioramenti da apportare in
futuro: la produzione e un vero batterista su tutti. Aspettiamo
quindi un full-length con cui questi promettenti ragazzi possano
aggiustare il tiro ed esprimere tutto il loro potenziale.
Ilaria Ricci |