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O, MAJESTIC WINTER
Defiling The Serpent's Temple
unblack
2009 - Sullen Records
(USA)
www.myspace.com/winterslamentmusic

 

Non buona la prima purtroppo per il duo unblack dal Tennessee, la cui maturità musicale è molto indietro rispetto all'attitudine e al gusto grafico, questi senz'altro di intrigante fattura. "Defiling The Serpent's Temple" è dunque il debut per il curioso moniker, uscito tramite l'attivissima Sullen Records, e si presenta come un disco sperimentale che miscela black, drone, dark ambient e grind, tuttavia con grezza cognizione di causa esecutiva, come pure con non poca confusione di idee quanto a songwriting e concettualità musicale complessiva, la quale non può certo essere la sola voglia cacofonica di creare qualcosa che, eretto su fondamenta black, suoni il più eterodosso possibile.

I trentatré minuti del platter, ripartiti in dieci brani, vengono veicolati da un lungo ambient ventoso ed horrorifico, Like an owl among the ruins, dove i cimiteriali scream e growl assurgono a prim'attori della tetra scenografia sonora. Con la subentrante The battle of frostvale possiamo dunque valutare il vero sound dei O, Majestic Winter, che risulta qualcosa di profondamente caotico, tra voci filtrate, distorsioni esacerbate ed esecuzione strumentale sporca ed imprecisa. In Christ is Lord there is no other, tra partiture distorte al limite del drone, esplodono iper-tempo dalla caratura modestissima, come pure intriganti minimalità. Carillon e caoticità pura per la breve The dead in Christ shall arise first, trombe e marzialità per la epica Calm of winter, tra dissonanti gorghi sonori e breakdown (!). Ci imbattiamo così in drone e lontani scream burzumiani nella riuscita Destroying the demonic altar, mentre un riff pulito trascende onirico nell'assordante silenzio di To praise the eternal; di qui dark ambient ed ultra caoticità in Watchtowers of the holy kingdom e 35 secondi di grind in blastbeats con Deaths frozen grip. Closing track è posta Caverns of unspeakable darkness, un simbolico riassuntivo coacervo di black, grind, extreme sperimentale, sinfonicità tastierose dal sapore di corti ottocentesche, distese elegiache e scream distorti all'ennesima.

Se l'obiettivo dei O, Majestic Winter era di creare una miscela originale, a prescindere da tutto, allora ci sono anche riusciti, ma se era invece quello di creare un valido sound di metal estremo, l'intento è fallito, e, anzi, l'approdo appare approcciato sbagliando completamente coordinate, tant'è che risulta alquanto lontano. Li attendiamo alla nuova release, un Ep di sette tracce intitolato "Edward's Moon", con cui credo potremo capire in modo tendenzialmente definitivo l'oggettivo valore dell'intero progetto.

Vaake

VOTO

53

 

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