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Chi è Offerblod?
Una domanda che, ovviamente, almeno tutti ci siamo posti almeno una
volta nella vita. E che, guarda un pò, me la sono posta anch'io. Me la
sono posta quando ebbi la (s)fortuna di imbattermi in "Sönderknullad",
quel sorprendente (vi lascio immaginare in che senso) disco di questa
unblackissima band che un tempo ebbe la malsana idea di deliziarci le
orecchie con il suo grezzissimo, sporco e fuckin' unblack metal old
school, come la tradizione Horde insegna. E guarda guarda,
spulciando qua e là scopri che il caro Karg, ovvero il cantante della
band, è anche il cantante degli Shadows Of Paragon, altra nota
band del circuito christian metal venuta dopo i suddetti Offerblod
e che quindi, per forza di cose, ci spinge a pensare che loro siano una
sorta di "primo progetto", di esperimento del caro Karg, quando ancora
il portafogli era vuoto e una "produzione" era ancora un sogno nel
cassetto (ma non intendo una produzione decente, no no, proprio una
"produzione", stop). Gli altri della band non hanno voluto essere
menzionati, "for some reasons", dicono loro. Sarà che quest'alone di
mistero attorno ad essi faccia ancora più unblack? Solo il buon Dio lo
sa, ma nel frattempo credo che sopravvivrò lo stesso. Quindi, mistero
svelato: abbiamo scoperto "chi è Offerblod".
Ma forse il problema è che la domanda era malposta? Forse il vero
dilemma umano esistenziale è un'altra fatidica, e ancor più, ahimé,
dolorosa domanda: COSA è Offerblod? É una band? A quanto pare si,
anche se visto che questi tizi giocano a fare i fantasmi, potrebbero
anche non esistere. E di certo ascoltando il disco non si può dire che
si noti la loro presenza. In fondo, dite la verità, nessuno di voi ha
mai notato quanto lo sciacquone del cesso possa essere simile a un suono
di batteria? Pensateci bene. Squash squash. Sono piatti di batteria, o è
il cesso? A volte la differenza è talmente sottile da risultare
impercettibile. Magari il caro Karg un giorno va a fare la popò, tira
l'acqua e quando esce si accorge di aver lasciato il microfono del
computer col registratore di suoni accesso e dice: "madò che figata,
questo me lo tengo!" Può succedere. Ma se Offerblod non è una
band, allora cos'è? É un cantante? Ne dubito, visto che il suo carisma
si è rivelato praticamente uguale a quello del cantante dei
Ricchi&Poveri (si, lui, quello con i baffi) e la voce...vabbè...voce...diciamo
il suo "gorgoglio intestinale" è talmente filtrata che sembra sempre lo
stesso sciacquone del cesso di prima, solo che stavolta è effettato col
vocoder giusto per distinguerlo dalla batteria (mica per altro.). E la
chitarra? E il basso? No tranquilli, era un operaio che stava riparando
le tubature col martello pneumatico al piano di sotto. "Tutto a posto,
tranquillo, torni al lavoro".
Per farla breve, altro disco targato Offerblod, altra
produzione... vabbè saltiamo questo passaggio, altra immensa grandiosa
clamorosa cagata. E pensare che stavolta pensavo partissimo bene.
Drick mitt blod och lev för evigt esordiva con un'ottima
apertura di chitarra distorta alla Horna, e poi, appena partono
in quarta.. Evvai, che bello, andiamocene tutti a puxxxne!!! I
successivi pezzi si mantengono invece su uno standard diciamo basso, ma
non orribile come l'altro Ep del gruppo. Si tratta sempre di una
produzione molto scarna, però alcune idee ci sono, devo ammetterlo.
Persino qualche passaggio melodico, come in Min bön dig tillmötes,
che rende tutto più digeribile. Certo, è estremamente derivativo, ma
quando ci troviamo in una situazione disperata come questa, ogni cosa
sembra un pretesto per strappare mezzo voto in più al disco. Peccato che
dopo la melodia, la batteria riprenda a battere (e pure fuori tempo)
facendomi scappare un leggero sorriso. Poi la voce, se prima era
orribile, ad un certo punto sembra che il cantante perda proprio la
voce, e la stessa diventa praticamente allucinante. Difficile trovarne
una peggiore in un contesto del genere. Mai provato a urlare in
screaming quando avete un brutto raffreddore? Stendiamo un velo pietoso
sulla successiva Kerubernas sång, che dura solamente 53
secondi e sono 53 secondi di rumore. Punto.
Ora, siamo sinceri, io direi che l'unica canzone che si salva è proprio
Min bön dig tillmötes (fatta eccezione per la batteria =
pentola acciaio inox, e per la "perdita di voce" finale), appunto perché
potrebbe sembrare anche una normale canzone black metal, per quanto
derivativa e scarna. In quanto alle altre... Si, insomma, non è che "Offerblod",
come disco mi faccia schifo proprio a tutto l'apparato riproduttivo,
però... non so, almeno allo scroto si. Ecco, se dovessi definire "Offerblod",
questo è proprio il classico disco che "fa schifo allo scroto". Né più,
né meno, semplice e diretto. Credo che non lo farei ascoltare nemmeno al
mio peggior nemico visto che Gesù dice "ama il tuo nemico", e che
ascoltare questo disco equivale a darsi un bella badilata dritta nel
caro scroto (quello di prima, sempre lui). Ma una badilata bella forte,
eh. Anzi, ripensandoci penso che la badilata sia meglio.
Che forse il caro Karg, mettendosi a suonare con i suoi Shadows Of
Paragon, abbia fatto la migliore azione della sua vita per rimediare
alla sua più grande cazzata? Ma questo, signori miei, è solo un nuovo
angoscioso dilemma esistenziale.
Stefano Pentassuglia
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