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E' appena iniziato il nuovo millennio, e gli
Oficina G3, quintetto brasiliano abbastanza noto e di forte caratura
musicale, sfornano "O Tempo", disco dall'ampia portata musicale
nonché sigillo di una band matura e capace di adagiarsi su molteplici
territori. "O Tempo" è un disco prog'n roll dove composizioni
hard rock trovano sfogo su melodie pop-oriented adornate saltuariamente
da alcuni virtuosismi strumentali che alle volte sembrano solo voler
dire "ehi amico.. sappiamo suonare anche noi"; ma va bene così; non
mancano l'ispirazione e la tecnica, messe però sotto controllo e
finalizzate alla costruzione di pezzi compatti, semplici ed efficaci.
Già dall'inizio ascoltando brani come O
caminho, Atitude e Ele vive ci
rendiamo conto dell'alto livello esecutivo di tutti i componenti della
band, a partire dal chitarrista Juninho Afram; il suo alla seicorde è un
lavoro impeccabile, ritmiche curiose dalle melodie mai banali che
sorreggono parti soliste di tutto rispetto, dove la tecnica petrucciana
si va a compiere su ricerche modali degne del miglior Steve Vai. La
parte centrale del disco prevede un'egemonia di pezzi lenti di cui vale
la pena citare la titletrack O tempo (da cui il video
ufficiale del disco), dove risalta la capacità del singer Duca Tambasco
di sapersi adagiare su un cantato dolce e intenso, avendo sfoggiato
grinta e potenza a non finire nei pezzi più spinti; un'altro elemento da
non trascurare è il tastierista Jean Carlos, il quale senza mai mettersi
in mostra più del dovuto sbuca ogni tanto a darci qualche lezione di
tecnica come nell'assolo di O caminho. Da citare anche
pezzi come le allegre Necessario e Brasil,
qui notiamo una buona presenza del bassista Duca Tambasco, in
particolare della seconda citata, dove uno slap funky-oriented
costruisce il punto cardine di un pezzo a mio avviso degno dei migliori
Red Hot Chili Peppers, serrato, ritmato e coinvolgente.
La particolarità di questo disco è quella di toccare punti di
ispirazione decisamente differenti, cosa per niente facile, ma che
d'altro canto sembra riesca molto bene a questa band, non mancano le
canzoni pop come non mancano le rifiniture prog-tastieristiche su
partiture hard rock, il tutto legato da un cantato portoghese che tanto
caratterizza questa band, quanto potrebbe penalizzarla di fronte ad
orecchie schiave della lingua inglese e poco abituate a spaziare in
differenti scelte linguistiche, non è il mio caso ovviamente; quello che
si potrebbe rimpiangere a questo album è la mancanza di quella
passionalità e quel genio capaci di far decollare un lavoro musicale
facendolo passare dal buono al sublime; sta di fatto comunque che la
compattezza, la capacità di saper suonare bene e soprattutto la vastità
di territori ispiratori, sono tutte carte che la band gioca alla grande
e che le permettono di presentare "O Tempo" come ottimo biglietto
da visita in mezzo ai grandi nomi, considerando che oltreoceano, a
differenza di qui in Europa, Oficina G3 è già un grande nome, e
da parecchiO Tempo.
Francesco Romeggini
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