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Dopo il loro capolavoro di due anni fa, "Son Of
The Morning", ecco che tornano gli Oh, Sleeper con "Children
Of Fire". Presentato da una cover abbastanza inquietante,
quest’ultimo lavoro continua il concept stabilito dall'album precedente,
che narrava di una battaglia in stile epic tra Dio e Satana. Questa
volta la storia è un tantino diversa. Dopo la chiusura di "Son Of The
Morning", con The finisher, le corna di Satana cadono
in terra, causando a Dio e Satana di scomparire. Il resto dell’album
narra la storia di come l’umanità, credendo che entrambi, Dio e Satana,
siano morti, non ha più paura dell’inferno o speri nella promessa del
paradiso. Quindi l’intera popolazione del pianeta sprofonda verso un
processo di autodistruzione, causando infine la distruzione del mondo.
Come concept e testi, questo è un disco molto più oscuro del precedente
(cosa che sembrava impossibile due anni fa).
Musicalmente il disco continua il classico stile metalcore degli Oh,
Sleeper, purtroppo però senza innovazione. Mentre c’era un mondo di
distanza tra il debut "When I am God" e "Son Of The Morning",
"Children Of Fire" sembra solamente un prolungamento di "Son
Of The Morning", a tal punto da quasi somigliarli totalmente. In sua
difesa, però, "Children Of Fire" contiene un paio di pezzi
davvero diversi per il sound degli Oh, Sleeper, per esempio la
ballad acustica Means to believe, che fa da ottimo
intermezzo per l’album. L’opener Endseekers è anche un
ottimo esempio di metalcore, con qualche accenno swedecore. Purtroppo il
resto, forse per via della sua breve durata, è molto uniforme, senza
distinzione tra i vari pezzi.
"Children Of Fire" lo reputo un album abbastanza deludente per
gli Oh, Sleeper, che secondo me sono uno dei pochi gruppi rimasti
a fare metalcore come si deve; però, pur essendo deludente per essere il
seguito di "Son Of The Morning", come album metalcore è ottimo.
Pezzi come Shed your soul o la titletrack Children
of fire vi faranno venire voglia di pogo. Complessivamente non
c’è male, però per il loro prossimo lavoro mi piacerebbe ascoltare un
po’ di innovazioni, cosa che rese "Son Of The Morning" a mio
avviso il miglior disco del 2009.
Christopher Warman
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